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CoinSpace è una truffa? Ecco la verità sulla piattaforma

Fino a poco tempo fa, almeno in Italia, CoinSpace era sulla bocca di tanti aspiranti investitori delle criptovalute. Un progetto particolare, per non dire strano, che si poneva a metà strada tra la piattaforma di investimento, una ICO classica per le valute virtuali e un servizio di mining. La curiosità era tanta, e ciò ha spinto molti a rivolgere la propria attenzione su CoinSpace. Il progetto, sempre in Italia, ha subito uno stop significativo, se non definitivo, a causa di alcune deliberazioni della Consob

Il risultato è che la maggior parte degli appassionati non sa cosa pensare. C’è tanta incertezza attorno a CoinSpace. Alcuni urlano alla truffa, altri invece manifestano un certo ottimismo e sono disposti a prestare la propria fiducia. In questa guida cercheremo di fare il punto della situazione, esponendo tutto ciò che, di ufficiale, si conosce del progetto. Ovviamente, faremo riferimento alle deliberazioni della Consob, che d’altronde ha condotti una vera e propria indagine su questo strano “prodotto”.

Nel frattempo, ci teniamo a darvi un consiglio. Se il vostro scopo è investire nelle criptovalute, non avventuratevi in contesti incerti – e quello di CoinSpace lo è. Andate piuttosto sul sicuro, sebbene il concetto di “sicurezza” possa essere considerato relativo, quando si parla di trading con le criptovalute. Nella fattispecie, andare sul sicuro vuol dire affidarsi ai broker che già vantano una ottima reputazione, e che sono per l’appunto impegnati nel trading con le criptovalute. Il riferimento è, in particolare, a eToro, Investous e XTB.

Si tratta di broker di grande esperienza, che da anni erogano servizi di intermediazione, che organizzano attorno al trader un ambiente stimolante e funzionale alla creazione del guadagno. Si pongono, poi, l’obiettivo di aprire le porte del trading alla gente comune, sia offre servizi innovativi sia abbassando le barriere all’entrata. In riferimento a quest’ultimo aspetto, si segnalano i depositi minimi iniziali molto bassi e l’assenza delle commissioni, sostituiti sporadicamente da spread davvero contenuti. 

Cos’è CoinSpace

E’ difficile definire cosa sia, o cosa sia stato, CoinSpace. Infatti, non è una ICO, non nel senso letterale e formale del termine. Non è nemmeno un Exchange di criptovalute, dal momento che non permette, o permetteva, di acquistare valute virtuali. Né tantomeno è una piattaforma di trading. Dunque, cos’è? A leggere i servizi che metteva a disposizione, almeno stando alla delibera della Consob che ha messo un po’ sotto i raggi x l’intero progetto, era una piattaforma che consentiva di partecipare al mining.

In buona sostanza, si acquistavano dei pacchetti di monete da estrarre, e con questo si partecipava al processo di mining. 

Le promesse di CoinSpace

Sempre facendo riferimento alla versione italiana, e sempre affidandoci alle “scoperte” della Consob, possiamo elencare alcune delle promesse che CoinSpace faceva agli utenti. In buona sostanza, l’utente si registrava su una piattaforma esterna (di CoinSpace Ltd) e acquistava uno dei tanti pacchetti messi a disposizione. In virtù di questi acquisti, avrebbe acquisito criptovalute da vendere direttamente a Coinspace. Inoltre, permetteva di aumentare i propri guadagni attraverso le affiliazioni, ovvero ogni qualvolta un utente esterno, ma invitato, si fosse iscritto al progetto.

Le ambiguità di CoinSpace

Le dinamiche dei servizi erogati da CoinSpace apparivano, già così, piuttosto sui generis. Tuttavia, alcuni elementi si configuravano come strani, se non ambigui. Di seguito proponiamo una rapida carrellata di questi punti oscuri.

Una ICO strana. A prima vista, Coinspace sembrava una ICO, dunque un progetto di finanziamento del basso per la creazione di una criptovaluta. Tuttavia, pur esteso presente un business plan con funzione di white paper, mancavano alcuni degli elementi che identificano una ICO, come i token.

L’ombra dello schema Ponzi. A far storcere il naso ai più, era la garanzia di guadagno per chi “portasse” nuovi utenti. Una dinamica, questa, che ricordava lo schema Ponzi che, è bene specificarlo, è considerata una truffa a tutti gli effetti ed è infatti vietata in Italia.

Uno strano concetto di Mining. Se invece consideriamo Coinspace come un servizio di mining condiviso, anche in questo caso si segnalano alcune anomalie. Partecipare ai programmi di mining, infatti, è una questione soprattutto di hardware, e non tanto di software. Si tratta infatti di mettere a disposizione la propria potenza di calcolo per minare le criptovalute. A quanto pare, però, gli utenti non potevano agire lato hardware, dunque non potevano incidere personalmente sull’attività di estrazione.

La delibera della Consob. Il vero punto a sfavore, però, è la deliberazione di Consob. Una deliberazione particolare, che sotto certi aspetti si distingue nettamente dalle altre, che indicavano questo o quel progetto come “abusivo”. Ne parliamo nel prossimo paragrafo.

CoinSpace è una truffa? Il parere della Consob

In realtà, nessuno ha elementi per affermare che CoinSpace sia una truffa. D’altronde, non si hanno notizie circa una sentenza della magistratura, e nemmeno di processi a carico di CoinSpace. Certo è che il progetto appare così sui generis da risultare ambiguo, fino a giustificare una mancanza di fiducia (piena se non altro) da parte degli utenti.

Attualmente, “a carico” di CoinSpace, almeno nella sua variante italiana, si segnala una delibera della Consob. Per alcuni potrebbe essere sufficiente per accantonare l’idea di aderire al progetto, anche una volta che questo sia tornato disponibile in Italia. Ma analizziamo più da vicino la delibera della Consob.

La delibera della Consob

La delibera della Consob è importante per due motivi. Primo, perché rileva alcune criticità nell’offerta di Consob, tale da giustificare – come minimo – l’impossibilità di fare pubblicità. Secondo, perché fa il punto sul progetto stesso, riassumendone quelle che sono le sue caratteristiche e i servizi ad esso correlati. Stiamo parlando, nello specifico, della delibera n. 20457 emessa il 24 maggio 2018.

In particolare, Consob afferma che CoinSpace – nella variante italiana rappresentata dal sito coinspace1.com – era qualificabile come “era qualificabile come offerta al pubblico di prodotti finanziari” e in quanto tale necessitasse dell’autorizzazione della Consob stessa. 

Di conseguenza, la violazione è consistita proprio nell’assenza dell’autorizzazione della Consob. Insomma, CoinSpace avrebbe dovuto essere in qualche modo regolamentato, ma non lo era affatto.

Guadagnare con le criptovalute: come fare

A prescindere dal fatto che CoinSpace sia una truffa o meno (ripetiamo, non ci sono elementi per affermare che sia una truffa) è bene non strafare, non cercare la novità a tutti i costi, bensì andare sul sicuro e calcare sentieri già stabiliti. D’altronde, il segreto per (sperare di) guadagnare con le criptovalute è proprio questo: contrastare le dinamiche di incertezza tipiche del mondo crypto con l’utilizzo di strumenti consolidati. Il tutto, ovviamente, accompagnato da uno studio del mercato e dei market mover davvero assiduo ed efficace.

Andare sul sicuro in questo caso significa affidarsi a dei buoni broker e, in particolare, a dei bei buoni broker CFD. Fare trading i CFD anziché con gli asset reali vuol dire, nel caso delle criptovalute, proteggersi da due dinamiche negative: la lentezza delle transazioni e il rischio di incappare in un Exchange disonesto. 

I CFD sono prodotto derivati che “seguono” dei sottostanti, in questo caso le criptovalute. In questo è possibile fare trading sulle criptovalute, ma senza esporsi ai rischi di un deposito reale. 

Alcuni broker CFD sono meglio di altri. Noi consiglio, in particolare, eToro, Investous e Trade

eToro

eToro è uno dei grandi nomi del trading, uno dei broker più famosi. In questo caso, fama significa qualità, come dimostrano i feedback positivi delle migliaia di utenti sparsi per il mondo. eToro è un broker sicuro, in quanto vanta alcune solide licenze, tra cui quella erogata dalla severissima Cysec.

Tra i pregi di eToro spicca la volontà di abbassare le barriere all’entrata, di rendere il trading un’attività alla portata di tutti. Lo si evince dal deposito minimo iniziale, che è pari a 100 euro, e dall’assenza di commissioni. Queste, c’è da dire, sono compensate in parte dagli spread, che comunque sono minimi e dichiarati in modo trasparente.

eToro è anche un broker rivoluzionario, in quanto eroga servizi innovativi, capaci di modificare persino il modo di intendere il trading. Il riferimento è al Copy Trader e al Social Trader. Il primo consente di replicare le mosse degli altri trader, in modo da accedere (potenzialmente) ai loro stessi profitti. Il secondo è un vero e proprio social network dove è possibile scambiare opinioni e strategie.

eToro propone un’offerta davvero estesa, che esplora tutte le asset class. Tra queste ci sono anche le criptovalute, e in particolare il Bitcoin. Il broker, dunque, si configura come uno strumento sicuro per fare trading con le valute virtuali.

Investous 

Investous è un altro broker molto famoso. Il suo punto di forza risiede nella qualità dei servizi. Il trader che si affida a Investous ha a disposizione tutte le risorse necessarie per generare profitto, sia dal punto di vista analitico che operativo. Tra l’altro, le interfacce sottoposte all’utente sono molto intuitive, nonché complete.

Come eToro, anche Investous si pone l’obiettivo di aprire le porte del trading alla gente comune, e lo consegue abbassando le barriere all’entrata e nello specifico imponendo un deposito minimo iniziale a 250 euro e concedendo il trading senza commissioni (anche in questo caso, però, si deve scontare uno spread).

Investous si pone come punto di riferimento sotto il profilo didattico, in quanto propone un corso di trading gratuito. Inoltre offre Trading Centrale, un servizio per mezzo del quale è possibile ricevere dei segnali molto affidabili.

Investous vanta garanzie di sicurezza granitica, grazie al solido sistema di licenze (es. quella della Cysec). Mette inoltre a disposizione un’offerta straordinaria, ricca e varia, che comprende anche le criptovalute. 

XTB

XTB è un broker di qualità, ma anche particolare. Ha realmente a cuore la questione dell’apertura alla gente comune, a tal punto che non solo ha abbassato il deposito minimo iniziale, ma lo ha reso di fatto simbolico. Infatti è pari… A 1 euro! Esatto, basta un misero euro per iniziare a fare trading con XTB. A questo si aggiunge l’azzeramento delle commissioni, sostituiti da sprea molto bassi.

XTB vanta un’offerta significativa, che spazia tra molte asset class, e include ovviamente anche le criptovalute. Sullo sfondo, delle importanti garanzie di sicurezza, testimoniate dal possesso di licenze prestigiose. 

Come evitare le truffe con le criptovalute

Il mondo delle criptovalute è ancora giovane, praticamente acerbo. Dunque, permangono sacche di opacità che rischiano di porre in serio pericolo gli aspiranti trader. Premesso che il miglior modo per evitare le truffe è fare riferimento ai broker appena descritti (eToro, Investous e XTB), è comunque utile elencare alcuni consigli di buon senso per riconoscere e quindi evitare le truffe. Tra l’altro, alcune sono limpide, come quelle che utilizzano indebitamente le immagini di celebrità (es. Bitcoin Future, Bitcoin Revolution, Bitcoin Evolution, Crypto Revolt, Ricchezza Cripto e molte altre ancora).

Verificate sempre la società che gestisce il broker. Le caratteristiche delle società che gestiscono i broker dicono molto sull’affidabilità dei broker stessi. Se dietro un broker c’è una società con base in un paradiso fiscale, praticamente irraggiungibile da qualsiasi reclamo, ciò potrebbe stare a indicare una situazione di opacità.

Verificare la quantità e la qualità delle informazioni riportate sul sito. In teoria il sito ufficiale di un sito dovrebbe ospitare informazioni di natura economica e legale. Ovvero meccanismi di prelievo e di deposito, costi del trading, informazioni sulla sede legale e amministrativa, informazioni sulla licenza. Se anche uno solo di questi elementi manca, potrebbe esserci qualcosa che non va. Se poi al posto di informazioni importanti leggete solo vuote promesse, come nel caso di Bitcoin Pro e Bitcoin Rush, l’odore di truffa è veramente pesante.

Verificate l’esistenza delle licenze. Ovviamente, la questione delle licenze riguarda esclusivamente i broker e gli intermediari finanziari. Ebbene, senza le licenze, un broker non può dirsi certamente onesto. In ogni caso opera da una posizione di irregolarità, dunque andrebbe evitato.

State attenti ai feedback. Leggere i feedback degli utenti è fondamentale per farsi un’idea. Tuttavia, è bene non cadere nella trappola dei falsi feedback, creati a scopi di marketing. Come riconoscere un falso feedback? Ebbene, è relativamente semplice: di norma non entra nel dettaglio, utilizza termini esagerati, assume un tono incensorio, quasi apologetico.

Le conseguenze delle truffe per il mondo del trading

Infine, una riflessione sulle conseguenze delle truffe non solo per i trader che hanno la sfortuna di cadere nelle loro grinfie, ma anche per il mondo del trading in generale. Ebbene, i danni sono incalcolabili. Anche perché fa più rumore un albero che cade, piuttosto che una foresta che cresce.

In breve, diffondono all’esterno la percezione secondo cui il trading in generale sia una truffa. Per colpa di poche mele marce, viene gettato via tutto il cesto. Per questo motivo è bene non alimentare il circuito vizioso delle truffe, in primo luogo segnalando non appena si scorgono profili di irregolarità, secondariamente non abboccando, ovvero non credere alle false promesse, affidandosi a broker “opachi” e, di conseguenza, in odor di truffa.

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Sull'autore

Giuseppe

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