Mercati

Fed pronta al primo rialzo, ma sarà incerta sul medio termine

A poche ore dall’avvio del meeting FOMC la Federal Reserve si dichiara pronta al primo e ultimo rialzo del 2016, ma sullo scenario di medio lungo termine sta dominando ancora un’incertezza che – peraltro – si preannuncia crescente. Dunque, se da una parte gli operatori di mercato stanno scontando ormai con una probabilità prossima al 100 per cento l’annuncio di un rialzo dei tassi di 25 punti base per i fed funds a conclusione della riunione di dicembre, dall’altra parte continuano a sommarsi le aspettative aleatorie sul medio periodo.

Cosa farà la Fed

Al di là della decisione – ripetiamo, oramai scontata – legata all’incremento dei tassi nel meeting che prenderà il via oggi, ci attendiamo la formulazione di aspettative di una politica economica reflazionistica con un nuovo equilibrio tra leve fiscali e monetarie. L’aggiornamento dello scenario macroeconomico poggia infatti su aspettative ancora piuttosto incerte riguardo la forma tecnica di una politica fiscale espansiva, preannunciata dal nuovo presidente Trump, ma non dettagliata nei suoi aspetti fondamentali. Di fatti, al riguardo, sono ancora del tutto aleatori i margini degli interventi che, tuttavia, potrebbero effettivamente produrre lo stimolo auspicato, soprattutto a partire dalla seconda metà del 2017 e nel corso del 2018. Se così fosse, la Fed avrà comunque tempo di gestire con la dovuta calma il sentiero dei rialzi dei tassi di riferimento.

Per quanto attiene i temi operativi più tecnici, l’attuazione delle nuove misure dovrebbe passare, in un primo momento, per una riforma tributaria per imprese e famiglie e un aumento della spesa in infrastrutture e difesa in una fase successiva. Sono invece più incerti i margini su possibili interventi relativi all’immigrazione e al commercio estero, aree sulle quali Trump ha effettuato una campagna elettorale dai toni molto duri, salvo poi addolcirli dopo l’elezione.

Tornando alle scelte di brevissimo termine, la previsione per la politica monetaria dunque è quella di una risposta inizialmente cauta: dopo il primo rialzo atteso in dicembre, la Fed vorrà probabilmente confermare solo due mosse ulteriori per il 2017 in ragione dell’incertezza ancora elevata e delle condizioni finanziarie più restrittive sperimentate sui mercati. Il 2018 dovrebbe invece vedere una crescita in linea con il potenziale e un deciso aumento delle pressioni inflazionistiche derivanti da un eccesso di domanda, soprattutto sul mercato del lavoro. Per questo il FOMC potrebbe assumere un atteggiamento più aggressivo rispetto ai successivi rialzi.

Gli ultimi dati macro

Non decisivi, gli ultimi dati macro economici recentemente pubblicati in area dollaro sembrano confermare la buona base sulla quale verranno attuate le decisioni Fed. In particolare, indicazioni incoraggianti sembrano giungere dai settori produttivi, a partire delle indagini di fiducia ISM: dopo che il dato per il manifatturiero aveva segnato un’accelerazione decisamente superiore alle attese, anche quello non manifatturiero è balzato da 54,8 punti a 57,2 punti in novembre, al massimo da ottobre 2015. L’istituto di statistica segnala peraltro che anche dicembre dovrebbe restituire segnali ugualmente solidi sulla base dei commenti delle imprese, alimentando così le attese di una espansione dei servizi robusta nel quarto trimestre, e una crescita della domanda domestica in linea con quella del terzo trimestre.

Inoltre, un supporto al ciclo economico dovrebbe arrivare altresì dalla componente relativa agli investimenti nei prossimi mesi dopo che in ottobre gli ordini all’industria hanno conosciuto una forte accelerazione dal +0,6 per cento precedente a +2,7 per cento mese su mese con una variazione robusta anche per la sola componente core (al netto dei trasporti) che è passata da +0,6 per cento a +0,8 per cento mese su mese.

Sull'autore

Roberto Rossi

Perito Informatico ma appassionato del trading online con i CFD. Mi occupo di stesura articoli sul trading online, CFD e forex.

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