Innovazione e startup

Il made in Italy nelle start up: evoluzione e novità

Le start up possono essere lette come delle vere e proprie fucine di idee, come delle imprese innovative che sanno esaltare e sottolineare il valore di un determinato bene e servizio. E se questa qualità fosse applicata al made in Italy? Il marchio di produzione italiana è sinonimo di pregio, di ricerca e di artigianalità, quindi non stupisce comprendere che sempre più aziende impegnate nel settore della moda e degli accessori si stia rivolgendo a questa realtà di impresa. La moda si affida alle start up e lo fa in maniera attiva, con collaborazioni, con progetti di incubazioni, con fondi a disposizione, che permettono di sviluppare i progetti più appetibili dal punto di vista della resa commerciale.

La prova di questo può essere ricercata nel successo ottenuto da Wineleather, start up che si è aggiudicata il prestigioso Global Chance, premio elargito dal colosso di abbigliamento internazionale H&M. Wineleather realizza la prima pelle vegana al 100% partendo da una materia prima alquanto speciale, la vinaccia, che abbonda nel territorio italiano, considerando l’ampia produzione di vino. Se la vinaccia viene opportunamente lavorata nelle sue sezioni, quindi raspi, semi e bucce, è possibile ottenere una pelle che rispetta l’etica del veganesimo, in quanto è al 100% frutto di prodotti vegetali. Questo esempio, attualmente attivo presso l’incubatore di imprese Progetto Manifattura del polo di trentino Sviluppo è sintomatico di come l’impegno e l’idea vincente di una start up possano risultare appetibili ai grandi big della moda e degli accessori ed entrare a fare parte di un processo di sviluppo dai tratti internazionali.

La moda ci crede: il progetto Piquadro My Start Up Funding Program

Un altro esempio arriva da Piquadro, brand di pregio impegnato nella produzione degli accessori moda, che ha dato il via al suo progetto Piquadro My Start Up Funding Program. Si tratta di un bando rivolto ad imprenditori innovativi, in grado di sviluppare idee anticipatrici del mercato. Questa call per le start up si propone di promuovere i migliori progetti legati al modo della moda e degli accessori, che sappiano rispondere a caratteristiche di modernità e tecnologia. La stessa azienda Piquadro è, infatti, impegnata in molti progetti che legano la moda alla domotica con produzione di borse interattive che ricaricano il telefono o i device e che sono in grado di calcolare il peso del contenuto. Si tratta del vero legame fra moda e internet delle cose, un settore in forte di sviluppo e che con il programma di chiamata Mystartup Funding Program si propone di selezionare 30 start up e di seguirle nel processo di incubazione.

Ai vincitori della chiamata verranno assegnati 100 mila euro e Piquadro si impegnerà a lavorare nel processo di incubazione aziendale, con una serie di servizi e con un percorso dal vivo che si svolgerà nella Silicon Valley, patria delle imprese innovative che seguono questo modello di business.

Il fundraising come forma di finanziamento

Non solo aziende affermate che ‘ci credono’, ma un modello di finanziamento alternativo alle banche e alle imprese che nel percorso di sviluppo delle start up nazionali. Questo sembra essere il futuro scritto per le imprese innovative che si impegnano a veicolare nei loro beni e nei loro servizi il valore e la bellezza del made in Italy. Un esempio di questo percorso può essere ricercato nell’idea della start up italiana Findmylost, che ha sviluppato una piattaforma digitale al fine di gestire con cura e coerenza il cosiddetto ‘lost&found’, ovvero la gestione di tutti i beni che vengono persi e quindi ritrovati dalle persone. La start up ha recentemente lanciato una campagna di Equity Crowdfunding sulla piattaforma specializzata Tip Ventures, dove la quota minima di investimento è di 1000 euro, con un obiettivo di raccolta di 100mila euro.

Come funziona questo sistema di autofinanziamento? La start up si propone, innanzitutto, di offrire un servizio alquanto interessante per il cittadino, ovvero di digitalizzare nel territorio nazionale il ritrovamento degli oggetti smarriti. FindMyLost si basa su una piattaforma digitale e sociale, dove è possibile segnalare un oggetto smarrito o ritrovato. La piattaforma è completamente gratuita per i fruitori e offre alle maggiori strutture ricettive, quindi aeroporti, catene di hotel, comuni e centri commerciali (e molti altri ancora) la possibilità di organizzare il proprio angolo Lost&Found, arricchendo l’esperienza del customer care e aggregando la sua clientela. Attualmente la piattaforma annovera ben 50mila poggetti smarriti e il tasso di restituzione è del 40%.

Perché la scelta dell’autofinanziamento con crowdfunding?

Perché una piattaforma di crowdfunding per il finanziamento? Secondo le parole di Elena Bellacicca, CEO & Founder di FindMyLost, l’applicazione permette di semplificare un processo finora macchinoso e talvolta impossibile da completare, perché chi trovava degli oggetti, nella migliore delle ipotesi, si recava presso le forze dell’ordine che devono tenerli in custodia per un certo periodo di tempo e quindi riconsegnarlo a chi l’ha trovato se nessuno lo reclamava. Grazie al supporto di Tip Ventures, la start up FindMyLost può sviluppare un sistema obsoleto e incerto nella sua natura e punta ora a raccogliere 100.000 euro, per espandere e sviluppare in territorio nazionale ed internazionale il proprio servizio.

Il crowdfunding può quindi sostenere i costi di ampliamento del team e di marketing, necessari a dar seguito agli investimenti che sono stati finora sostenuti dagli stessi sviluppatori. Serve, in latri termini, la base per far conoscere questa applicazione a livello nazionale, un presupposto che può decretarne il suo successo su scala nazionale e quindi segnare le buone basi di sviluppo perché l’app diventi attraente e appetibile anche agli occhi degli investitori internazionali.

Il fundraising si propone attualmente come una forma di finanziamento molto gettonata dalle aziende, che la impiegano come forma di capitalizzazione, ma soprattutto come base per poter far partire i progetti di marketing e di sviluppo della visibilità. Si tratta di percorsi che possono avere diverse nature, prevedere la restituzione oppure aprire le strade a all’elargizione di servizi personali offerti all’investitore che crede nel progetto. Molti sono i casi di successo e, ancora una volta, un modello vincente può portare allo sviluppo di altre realtà positive e che sanno premiare l’ingegno e la bontà delle idee made in Italy.

Sull'autore

Valeria Martalò

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