Innovazione e startup

Start up: i trend del 2017 in Italia

Realtà virtuale, intelligenza artificiale e industria 4.0: questi sono i tre maggiori trend che accompagneranno l’universo delle start up nel 2017, i settori che interesseranno e che vedranno nascere nuove imprese innovative in Italia. Si tratta di trend che erano già stati ‘sfiorati’ nel corso del 2016 dal bacino di start up attivate nel corso dell’anno appena concluso e che avevano indotto persone del calibro di Tim Cook e Mark Zuckerberg a visitare alcune delle aziende più promettenti del bel Paese.

E ancora, Big G ha lanciato il primo programma di accelerazione destinato alla piattaforma Android direttamente a Roma, così come Apple ha aperto la sua Academy nella città di Napoli. Casualità? Amore per il Bel Paese? Non solo, perché dietro alle scelte dei grandi nomi della tecnologia e dell’informatica attuale vi è una forte attenzione e un tangibile interesse verso le start up innovative del paese, sottolineato anche dal ritorno del tech tour che si svolgerà nel paese nel 2017.

Secondo gli esperti, il 2016 ha individuato quali sono i settori di interesse delle start up italiane, che possono essere racchiusi nell’intelligenza artificiale, nella realtà aumentata e nell’internet of things. In particolare, il settore dell’intelligenza artificiale promette di essere la nuova meta del futuro, la base della prossima rivoluzione industriale che sa annoverare servizi smart di ogni tipologia, legati soprattutto alle azioni che gli esseri umani compiono quotidianamente. Non c’è da stupirsi, quindi, se la domotica, il settore dei pagamenti on line, il giardinaggio o la cucina siano applicazioni più che attraenti da parte delle start up, perché si tratta di aree che implicano la presenza della totalità o quasi della popolazione internazionale.

E ancora, la realtà virtuale ha segnato un grande passo nel corso dell’anno concluso, con la variante che, a conti fatti, il mercato non è molto ancora pronto per vivere una rivoluzione di tale portata. Il tempo è ancora prematuro per questo settore e la riprova può essere ricercata nel fatto che tanti ambiziosi progetti nascono e si sviluppano in ambito accademico, ma rimangono tali perché faticano a trovare un bacino di applicazioni fruibili direttamente dal mercato dei consumatori.

Più vicina alle esigenze reali del mercato è l’area di supporto all’e-commerce, che segue di pari passo l’evoluzione degli acquisti sul web e si propone di rendere l’esperienza di acquisto sempre più friendly, veloce e soprattutto sicura. L’e-commerce è oramai assodato come campo di azione, quindi non stupisce che molte start up abbiano concentrato le loro energie e i loro investimenti nel miglioramento delle performance dei portali dedicati alla vendita. Si tratta di scopi vari, che possono comprendere il miglioramento dell’esperienza di vendita nel suo complesso, ma anche favorire una semplificata gestione del back, un’automatizzazione del magazzino e dei programmi del gestionale, interessare l’universo dei trasporti e la sicurezza applicata ai pagamenti e al trattamento dei dati personali degli acquirenti.

La previsione di investimento per il 2017

Se i settori di successo sono già stati individuati, non è ancora certo e stimato dove confluiranno gli investimenti alle start up, linfa vitale per le imprese che fanno innovazione nel paese. Secondo gli esperti, è molto probabile che i fondi siano indirizzati all’agritech, un settore dove la sfida è globale, ma dove la richiesta da parte dei consumatori è tangibile. E ancora, gli investimenti saranno sicuramente indirizzati all’universo del mobile, con piattaforme e sistemi impegnati nel risolvere i problemi di digitalizzazione, soprattutto quelli relativi all’operatività delle grandi imprese.

Il mobile diventerà, molto probabilmente, il fulcro di operazioni di carattere finanziario, quindi delicatissime e legata alla gestione del patrimonio. Si tratta di uno spostamento da desktop a mobile e della pratica di convincere imprese e privati che lo smartphone e il tablet possono essere altrettanto sicuri come il computer di casa, apportando al contempo tutta la fluidità, la funzionalità e il valore dell’uso fuori casa.

E infine, gli investimenti punteranno sicuramente sulla cyber security, in Italia così come nel mondo intero. Si tratta di una questione molto spinosa, legata alla sete di protezione dei dati sensibili avvertita ad ogni livello, dai privati alle aziende, fino agli enti e la pubblica amministrazione. La cyber security si propone come un settore che ricerca operatori in ogni parte del globo, dove è stimato che entro il 2020 la richiesta di figure professionali opportunamente formate sarà di milioni di persone.

La domanda supererà un’offerta parca e poco specializzata, ragione per cui le grandi aziende e i grandi investitori si sono adoperati per realizzare, a loro spese, centri di ricerca e di innovazione per formare gli operatori del domani. Si tratta, quindi, di un campo di investimento che non ammette discussioni, slegato in assoluto dai trend di mercato, ma infinitamente forte, perché legato a una necessità avvertita a ogni livello economico e finanziario.

Razionalità, legame con la realtà e continuità saranno, secondo gli esperti del mercato occupazionale, le caratteristiche degli investimenti a favore delle start up. Se il cammino è, infatti, stato segnato nel corso del 2016, il 2017 sottolinea fin dai primi giorni un avvento della ragione e un orientamento alla distribuzione dei fondi che si basa sulle reali richieste del mercato. Se il mercato chiede progressi nell’agricoltura le start up sono impegnate ad affrontare la richiesta, così come se il mondo intero ricerca sicurezza nella protezione dei dati è compito delle aziende innovative lavorare per ottenerla.

Si tratta di una legge semplice, che ancora una volta segue il concetto economico basilare della domanda e dell’offerta reciproca, fonte di guadagno e di progressione dell’economia del paese. Il legame con la realtà spiega, inoltre, perché molte start up innovative impiegate in altri settori fatichino a ricercare investitori di elevato calibro, anche se impegnate in aree di grande interesse e forti di vantare idee a dir poco lungimiranti., Forse è lo stesso mercato che stabilisce la domanda e anche le start up, così come le aziende dalla natura più classica, sono chiamate a rispondere a queste regole per sopravvivere e mutare felicemente il loro destino nel corso del tempo.

Sull'autore

Valeria Martalò

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