Investimenti

Come investire sui metalli industriali nel 2017

Come si configurerà il trading dei metalli industriali nel corso di questa parte finale dell’anno e nel successivo 2017? A domandarselo sono numerosi investitori che, proprio su rame, zinco, acciaio & co., hanno poggiato una parte delle proprie strategie di impiego negli ultimi anni. Ma non solo: vediamo insieme per quale motivo i metalli industriali stanno accelerando, e cerchiamo di prevedere quel che accadrà il prossimo anno.

Metalli industriali: buona spinta di fine anno

Dopo i massimi di fine settembre, si continua a registrare una forte accelerazione dei metalli industriali, nonostante il quadro dei fondamentali resti immutato in questo finale di 2016. La ragione di tale spinta non è d’altronde nuova: l’idea che l’Amministrazione Trump possa varare un piano di spesa fiscale in opere pubbliche sta infatti spingendo la domanda per i metalli, già sotto pressione per la richiesta cinese. Mentre per l’applicazione delle soluzioni economiche di Trump è necessario attendere, i segnali di assestamento dell’economia cinese appaiono più concreti e immediati, come dimostrato dal dato sul Pil del terzo trimestre, spinto dal settore immobiliare. Il rame e lo zinco hanno guidato il trend di rialzo, ma gran parte del movimento è stato generato anche dal ribilanciamento di molte posizioni all’interno dei fondi.

L’economia cinese: spinta positiva o bolla pericolosa?

Lo scenario dell’economia cinese denota ancora una volta la volontà di attuare una decisa fase di transizione da un’economia strettamente improntata alle esportazioni a una con un mercato interno solido ed efficiente. La crescita del prezzo delle case e il volano generato nel comparto delle costruzioni stanno controbilanciando la riduzione dell’export cinese, visto che i grandi importatori (Europa, Giappone e Stati Uniti) esprimono ancora una domanda fiacca e certamente distante dai livelli pre-crisi. In questo senso appare comprensibile che, nonostante tutte le misure poste in essere, il Governo cinese sembri non voler contrastare efficacemente la cosiddetta “bolla immobiliare”. Il nuovo corso cinese resta quindi il vero nodo intorno al quale ruoterà il 2017, insieme all’attuazione delle promesse elettorali di Trump.

Per il momento, quel che si può osservare in relazione al contributo cinese alla domanda di metalli industriali, è che gli investimenti nel mercato immobiliare del Paese asiatico non accennano ad arrestare la propria pressione, minacciando l’economia cinese: lo scoppio di una bolla immobiliare costituirebbe un pericolo enorme in un momento nel quale l’economia è in una fase di transizione, e potrebbe avere ripercussioni globali particolarmente ingenti. Intanto, si è registrato il tredicesimo mese consecutivo di progresso per i prezzi delle case, nelle maggiori città della Cina e anche per il mese di ottobre si rafforzano i segnali di una stabilizzazione del mercato immobiliare, grazie anche agli incentivi, come la riduzione delle tasse e i requisiti in termini di acconto iniziale, anche se su base mensile i prezzi sono cresciuti in 62 delle 70 città monitorate contro le 63 di settembre, per un progresso complessivo dell’1,1% (in deciso rallentamento rispetto al 2,1% del mese precedente).

I prezzi medi delle nuove abitazioni sono cresciuti in ottobre del 12,3% su base annua, contro l’11,2% di settembre, che era già il tasso più elevato mai registrato. L’inarrestabile aumento dei prezzi delle case va in direzione opposta rispetto ai recenti cambiamenti demografici della Cina e ai fondamentali economici. Quest’impennata sta ostacolando gli sforzi di Pechino per una distribuzione della ricchezza nazionale più equa mediante una massiccia spesa pubblica per migliorare il welfare e sostenere i redditi più bassi. La speculazione immobiliare, infatti, spinge la ricchezza del ceto più abbiente del Paese, che ha già terminato la transizione dall’economia rurale a quella sviluppata, penalizzando la popolazione in arrivo dalle campagne che trova prezzi molto alti per locazioni e acquisto. Quello che alimenta l’aumento dei prezzi delle case è la vendita dei suoli edificabili, i cui ricavati finiscono direttamente nelle casse dei governi locali. Attualmente circa la metà del denaro ricavato dalla vendita di terreni va ai governi locali e questa somma ammonta a oltre la metà delle loro entrate fiscali, introiti che il Governo nazionale fatica a controllare.

Quotazioni metalli preziosi: puntare al rialzo?

Anche alla luce di quanto sopra, le quotazioni dei metalli preziosi potrebbero accelerare ulteriormente nel corso delle prossime settimane, facendo registrare nuovi massimi annuali all’interno di uno scenario di marginale miglioramento dei fondamentali. Come abbiamo avuto modo di sottolineare, il recente rialzo delle quotazioni sembra essere figlio delle attese per la spesa pubblica da parte dell’Amministrazione Trump e della crescente domanda fisica proveniente dalla Cina, unite alle tensioni specifiche su nickel e zinco. L’andamento del prezzo dei metalli dipenderà dai segnali che arriveranno dall’economia cinese, il maggiore consumatore di queste risorse, in particolare nel settore immobiliare, comparto che assorbe gran parte dell’offerta di metalli.

In Cina gli stimoli fiscali, specie delle amministrazioni locali, hanno alimentato la bolla immobiliare e lo sviluppo del settore delle costruzioni, come si evince dal prezzo delle case in costante rialzo. Chi investe in metalli industriali non potrà pertanto che seguire costantemente l’evoluzione di questo comparto, al fine di cogliere ogni utile segnale in grado di influenza le proprie strategie di trading.

Si tenga anche conto che in tale scenario di sostanziale ottimismo pesano le attese di rialzo dei tassi Fed e il conseguente apprezzamento del dollaro, già in atto, che rischiano di frenare il possibile miglioramento delle quotazioni nel 2017. Complessivamente, a ponderazione di tutti gli elementi che potrebbero influenzare le quotazioni dei metalli preziosi, è comunque possibile esprimere un outlook tiepidamente positivo, a patto che i due grandi elementi internazionali (realizzazione del piano di opere pubbliche negli Stati Uniti, promosso da Trump, e proseguimento della domanda cinese di materia prima per il settore delle costruzioni) non deludano.

Sull'autore

Roberto Rossi

Perito Informatico ma appassionato del trading online con i CFD. Mi occupo di stesura articoli sul trading online, CFD e forex.

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