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MACD: a cosa serve, come si usa, come si calcola

Il MACD, acronimo di Mobile Average Convergence Divergence, è un indicatore tra i più diffusi in assoluto. Applicarlo vuol dire sfruttare molti vantaggi, in larga parte riguardanti l’attività di analisi della condizione presente del mercato e, in misura minore (ma significativa) l’assetto futuro del mercato stesso. 

E’ un indicatore apprezzato soprattutto per la facilità d’uso, a tal punto che figura tra i primi strumenti che vengono insegnati ai principianti, e che i principianti stessi utilizzano durante le prime fasi della loro attività di trading. E’ anche un indicatore sui generis, soprattutto alla luce di alcune caratteristiche che descriveremo in seguito. La più importante, comunque, è la capacità di svolgere le funzioni di almeno due indicatori contemporaneamente.

Nell’articolo che segue descriveremo il MACD e offriremo indicazioni specifiche per il suo utilizzo. In questa prima parte dell’articolo, però, preme fare una raccomandazione. Il MACD è un indicatore efficace, uno strumento valido per analizzare e orientarsi nel mercato. Tale efficacia, però, rischia di non emergere se l’indicatore non è utilizzato in un contesto proficuo, ovvero in un ambiente di trading di qualità. 

Il riferimento è chiaro, ed è alla scelta del broker, la quale rappresenta un passaggio fondamentale. Il panorama dei broker è molto eterogeneo e offre molte possibilità. Noi però consigliamo 24option, che è un dei broker migliori in circolazione, capace di erogare servizi “core” e di supporto con la stessa attenzione al dettaglio. Tra questi spicca il 24option X Trading Central, che è un servizio di erogazione segnali. Ne parleremo più approfonditamente nei prossimi paragrafi.

MACD: info generali

Prima di entrare nel dettaglio del MACD, e spiegarne l’utilizzo che se ne può fare, è bene indugiare nelle informazioni generali. Può sembrare superfluo o, peggio, una perdita di tempo. Capire chi ha inventato un indicatore, perché lo ha fatto, quali obiettivi intendeva raggiungere, dice molto sul ruolo che l’indicatore stesso può giocare nelle attività di analisi e operatività di un trader. In un certo senso, aiuta a intuirne l’efficacia e a scovarne i punti deboli. Per esempio, se un indicatore, per quanto diffuso e reclamizzato, è molto “vecchio”, ovvero ha sulle spalle un centinaio di anni, è molto probabile che si possa rivelare, in alcuni casi, non al passo con i tempi. 

Nei paragrafi che seguono, quindi, parleremo delle origini del MACD, del suo inventore, a messo che ce ne siano uno (in realtà la questione è più complessa di quanto si possa immaginare) e della ratio che ha portato alla sua creazione. Infine, forniremo una panoramica sul suo obiettivo primario. 

Chi ha inventato il MACD?

Rispondere a questa domanda vuol dire parlare di un processo, piuttosto che di un atto creativo. Infatti l’indicatore MACD come lo conosciamo oggi non ha un inventore in particolare, non ha un padre nobile che possa arrogarsi la qualifica di “inventore del MACD”. In realtà, è il frutto di almeno due fasi creative, o per meglio dire analitiche, un lavoro – come minimo – a quattro mani che ha impiegato, certo a varie riprese, ben sedici anni.

Il primo mattone per la nascita e lo sviluppo del MACD è stato posto da Gerard Appel. Egli è uno dei trader più famosi della storia, ancora attivo nonostante sia ormai sulla soglia degli ottant’anni. Nel 1970 ha dato inizio all’epopea del MACD, inventando la MACD Line, una delle componenti fondamentali dell’indicatore.

Il secondo mattone è invece stato post da Thomas Aspray, che ha introdotto l’istogramma, altra componente fondamentale, nel non-così-lontano 1986. Analista, ricercatore e advisor ufficiale di alcune importanti società di investimento, è attivo ancora oggi nonostante abbia superato i settant’anni.

A cosa serve il MACD

E’ la domanda che si pongono coloro che sono interessati a utilizzare questo indicatore. Ovviamente, chi lo utilizza quotidianamente conosce già la risposta, anche perché l’utilità del MACD è palese, così come gli obiettivi che permette di conseguire. Questo non è un dettaglio da poco: una funzione chiara è sinonimo di una certa facilità di utilizzo, caratteristiche queste che appartengono senza alcun dubbio al MACD.

Ad ogni modo, il MACD serve essenzialmente a due scopi. Il primo è palesare e analizzare il momentum, ovvero il grado di forza del mercato. Il secondo scopo, invece, è dare una chiara idea di quale sia il trend in corso. Due scopi all’apparenza molto diversi, ma che insieme offrono indicazioni sulla strada da intraprendere. 

Il principio delle medie mobili

Come suggerisce il nome per esteso (Mobile Average Convergence Divergence) gli elementi costitutivi del MACD sono le medie mobili. Dunque per comprendere come funziona l’indicatore è necessario aprire una finestra sulle medie mobili. Cosa sono esattamente? In breve, e senza aggiungere troppi elementi di matematica, possiamo definire una media mobile come una media dei prezzi registrati negli ultimi “tot” giorni. Proprio il numero dei giorni qualifica una media mobile come veloce, se i giorni sono pochi (in genere meno di 13) o lente (in genere più di 13).

Esistono svariate tipologie di medie mobili. Nel MACD vengono utilizzate medie mobili esponenziali, le quali hanno due caratteristiche: ai prezzi viene applicato un peso di ponderazione, tale peso diminuisce a mano a mano che si scorre indietro. Sicché i prezzi rilevati nel passato hanno un peso minore rispetto al peso rilevato nei giorni immediatamente a ridosso a quello presente. Questa dinamica ha un senso: ai fini della comprensione del mercato, un prezzo registrato 26 giorni fa (per esempio) ha una importanza minore di un prezzo registrato 2 o 3 giorni fa, pur rientrando a pieno titolo nel calcolo.

Il MACD utilizza in genere due medie mobili esponenziali, una lenta (in genere a 26 periodi o giorni) e una veloce (in genere a 12 periodi o giorni). L’indicatore lancia segnali di vendita e di acquisto sulla scorta delle interazioni delle due medie, e delle interazioni delle stesse con una terza linea, la cosiddetta MACD Line. Ne parleremo più approfonditamente nel prossimo paragrafo. 

Come si usa il MACD

Nel paragrafo precedente abbiamo anticipato, in un certo senso, i principi base del MACD. L’applicazione e la conseguente interpretazione del MACD si basano sull’interazione tra due medie mobili esponenziale, e sull’interazione di altre due linea, la MACD Line e la Linea Segnale. Il motivo dell’importanza di queste interazione è intuitivo: se qualcosa cambia nell’assetto recente dei prezzi rispetto all’assetto meno recente dei prezzi stessi, vuol dire che “qualcosa” bolle in pentola, ovvero il mercato sta per essere attraversato da un cambiamento.

Prima di analizzare i componenti del MACD singolarmente e fornire indicazioni specifiche sull’interpretazione dell’indicatore, è bene introdurre un concetto: il MACD è personalizzabile. In particolare, è possibile decidere i periodi delle medie mobili. Certo, nella maggior parte dei casi si opta per una media mobile a 26 periodi e per una a 12 periodi, ma questi numeri potrebbero non rivelarsi esatti in alcuni casi, come per il trading a lunghissimo termine. Da qui, la possibilità e la tendenza di alcuni trader a differenziarsi dalla scelta classica 26-12.

Le tre componenti del MACD

Di seguito, una descrizione accurata delle tre componenti che formano l’indicatore MACD.

Linea MACD. Questa linea, che compare a grafico (in genere in basso) è frutto della sottrazione tra una EMA (media mobile esponenziale) a lungo termine e una EMA più a breve termine. In genere, come già accennato, si opta per lo schema 26 periodi + 12 periodi. 

Linea di segnale. E’ una linea particolare, che dovrebbe rappresentare il “presente”, o almeno un concetto quanto più possibile simile. E’ frutto di una media mobile esponenziale rapidissima, a 9 periodi. Alcuni, però, optano per ridurre ancora di più il numero dei periodi.

Istogramma MACD. E’ in istogramma vero e proprio, ovvero una rappresentazione grafica, sessione dopo sessione, della differenza tra la linea MACD e la linea di segnale. Ovviamente, tale differenza oscilla attorno al valore zero. 

Linee generali per l’utilizzo del MACD

Prima di analizzare ed elencare i segnali di acquisto e di vendita del MACD, è bene ricapitolare i due criteri che si utilizzano per trarre informazioni da questo indicatore.

Il primo riguarda le due componenti del MACD, ovvero la media mobile esponenziale a 26 periodi e la media mobile esponenziale a 12 periodi. In base alle loro interazioni (quale media supera l’altra, verso quale direzione) si traggono segnali di acquisto o di vendita.

Il secondo criterio riguarda l’interazione tra la linea MACD e la Linea Segnale. Le modalità sono le stesse: si analizza quale delle due linee supera l’altra e da quale direzione. C’è da dire che questo secondo criterio fornisce segnali, se non più affidabili, comunque più “definitivi”. 

I segnali di acquisto

Applicando e studiano il MACD, si possono ottenere segnali di acquisto in due modi, secondo i criteri che abbiamo elencato nel paragrafo precedente. 

Stando al primo criterio, quello dell’incrocio delle due medie mobili esponenziali, si ottiene un segnale di acquisto quando la media mobile a 12 periodi incrocia dal basso verso l’alto la media mobile a 26 periodi, ponendosi al di sopra di essa

Stando al secondo criterio, quello dell’incrocio tra Linea MACD e Linea Segnale, si ottiene un segnale di acquisto quando la Linea MACD incrocia dal basso verso l’alto la Linea Segnale.

I segnali di vendita

Come quasi sempre in questi casi, il discorso sui segnali di vendita scorre su un binario uguale e contrario rispetto a quello dei segnali di acquisto. 

Se si prende in considerazione il primo criterio, ovvero quello dell’interazione tra due medie mobili esponenziali, si ottiene un segnale di vendita quando la media mobile a 12 periodi incrocia dall’alto verso il basso la media mobile a 26 periodi.

In maniera analoga, ma utilizzando il criterio dell’interazione tra Linea MACD e Linea Segnale, si ottiene un segnale di vendita  quando la Linea MACD incrocia dal basso verso l’alto la Linea Segnale. 

Come si calcola il MACD

Calcolare il MACD “a mani nude” è quasi impossibile. E non solo perché, in media, le persone, anche qualora fossero trader esperti, non possiedono competenze matematiche avanzate. Il problema è che ci sarebbero veramente tanti calcoli da fare e troppo poco tempo per farli. Il MACD è frutto di tre componenti, e se l’istogramma è semplicemente la rappresentazione di una serie di differenze, le altre due linee sono il frutto di medie rilevate progressivamente, per giunta ponderate con peso variabile, e delle relative sottrazioni.

Insomma, sarebbe una sfida improba. Per fortuna, siamo nell’epoca dei software, dunque non c’è alcun bisogno di provvedere al calcolo manuale. E’ l’indicatore stesso a produrre linee, istogrammi e grafici. Basta programma, ovvero decidere i periodi delle varie medie mobili in gioco. Al trader, ovviamente, è deputata l’interpretazione… Ma non sempre. I casi in cui è esonerato anche da questo compito sono limitati, e li spiegheremo nell’ultimo paragrafo. 

Il MACD ha un punto debole?

Come abbiamo visto, la costruzione del MACD è complicata, in quanto coinvolge molti dati, ma la sua interpretazione è molto semplice. Ciò lo rende allo stesso tempo un indicatore affidabile e facile da utilizzare, quasi a prova di principianti. Ma… Ha un punto debole? In realtà sì, ed è importante saperlo non solo per evitarlo (molto banalmente) ma anche per trarre il meglio dall’indicatore e applicando un margine di errore minimo.

Ebbene, il punto debole del MACD è il seguente: in genere, non è molto reattivo nelle fasi di estrema volatilità. Per questo motivo, dunque per rendersi conti dello stato del mercato dal punto di vista della volatilità, è bene associarlo ad altri indicatori, come per esempio l’ADX

L’importanza di un ambiente di trading sereno: l’esempio di 24option

Anche il migliore degli indicatori, non può nulla se non è inserito in un contesto efficace e confortevole, ovvero se il trader non è seguito da un broker di qualità. Tra i migliori in assoluto spicca 24option, che ha dalla sua una fama straordinaria, anni e anni di esperienza, la capacità di porsi sempre al fianco del cliente e di fornire garanzie di sicurezza eccezionali (è regolamentato, tra gli altri, dalla Cysec). Questa piattaforma mette a disposizione, tra le altre cose, anche dei corsi di trading gratuiti. Si tratta di strumenti di formazione ideali per gli utenti alle prime armi.

Ma c’è di più, 24option (clicca qua per visitare il sito ufficiale) offre anche un servizio che, di colpo, esonera il trader dall’interpretazione degli indicatori. E’ un servizio di erogazione diretta dei segnali, e prende il nome di 24option X Trading Central. Il consiglio è sicuramente di provarlo, anche perché ha già raccolto l’apprezzamento di tutti quelli che ne hanno saggiato i vantaggi. 

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Sull'autore

Giuseppe

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