Azioni Telecom Italia, investire nel 2017
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Azioni Telecom Italia, investire nel 2017

Il settore delle telecomunicazioni continua a confermare la presenza di luci e ombre, sebbene una possibile convergenza fra le infrastrutture e i contenuti sembra essere sufficiente a rappresentare una forte chiave di interesse sul comparto TLC. Tuttavia, il contesto di mercato continua ad essere molto difficile, ed è sufficiente ricordare come dal 2011 al 2015 il settore telecom in Italia abbia perso circa 9 miliardi di euro, attestandosi a 32 miliardi di euro di fatturato totale, per poter avere contezza di quanto accaduto.

Ad ogni modo, la discesa di settore si è però assestata già nel 2015, quando il passo indietro fu molto lieve (-1,5%), mentre il 2016 ha finalmente rappresentato l’esercizio in cui i ricavi da servizi mobili hanno ripreso a crescere. Nonostante l’avanzata del mobile, continuano a prevalere ancora i ricavi del fisso (16,2 miliardi di euro) rispetto a quelli da mobile (15,8 miliardi di euro), che è più esposto alla concorrenza nazionale e internazionale.

La concorrenza di cui sopra si è brevemente accennato, comunque, sta evidentemente incrementando anche sul fisso, considerato che nel corso degli ultimi cinque anni gli accessi alla rete di Telecom Italia (voce e dati) si sono contratti del 19,9 per cento, mentre contemporaneamente gli operatori alternativi hanno registrato una crescita del 13,6 per cento. Crescono intanto gli accessi in banda larga totali del settore: +10,2 per cento dal 2011.

In questo ambito, può esser utile cercare di sottolineare quali potrebbero essere le opportune valutazioni per poter investire su Telecom Italia.

Investire su Telecom Italia conviene?

Per cercare di capire se convenga o meno investire in Telecom Italia cominciamo con il ricordare che la società ha chiuso il 2016 con un rialzo a doppia cifra dell’EBITDA, dopo aver realizzato un incisivo taglio dei costi. Partendo dalla parte alta del conto economico, i ricavi sono risultati stabili a 15,0 miliardi di euro mentre il margine operativo lordo è stato pari a 8,0 miliardi di euro, in positivo e incoraggiante rialzo del 14,4% rispetto all’anno precedente, e del 15,4% su base organica.

Passando allo stato patrimoniale e alla sua breve analisi, rileviamo invece come il debito finanziario netto rettificato a fine dicembre sia stato pari a 25,1 miliardi di euro, con un forte contributo da parte della cessione di Sofora, holding di controllo di Telecom Argentina, e al rafforzamento patrimoniale, legato alla conversione del bond da 1,3 miliardi di euro.

Per quanto concerne invece i target di breve medio termine, Telecom Italia ha comunicato ai propri stakeholders una serie di principali obiettivi per il piano industriale 2017-19: tra di essi, spicca un target di rapporto debito su EBITDA sotto 2,7x entro la fine del 2018, e un fatturato ed EBITDA domestico in crescita in tutto l’arco del piano. Gli investimenti in Italia sono previsti a circa 11 miliardi di euro, di cui 5 miliardi di euro per la banda ultralarga, mentre l’EBITDA domestico è stimato in crescita annua a una singola cifra percentuale, nella parte bassa. Tra i principali obiettivi, sono previste efficienze operative per 1,9 miliardi di euro.

Complessivamente, il giudizio degli analisti finanziari sembra essere incoraggiante. Il piano strategico illustrato dal management mostra infatti una maggiore determinazione rispetto a quanto accaduto nel passato, nei termini di una migliore competitività sul mercato italiano e internazionale, e mette come obiettivo la stabilizzazione dei ricavi con l’ammodernamento delle reti e con una maggiore copertura territoriale (99% della popolazione italiana con il 4G mobile e 95% con la fibra ottica). Non manca inoltre una doverosa attenzione sulle iniziative più innovative e, in particolar modo, un gesto di specifico riferimento nei confronti dei contenuti premium in esclusiva, che è già stato avviato con il progetto di TimVision.

Uno dei mantra del prossimo futuro rimarrà comunque l’attenzione sulla riduzione del debito e sul taglio dei costi, tanto che la società ha annunciato che il consiglio di amministrazione non ha intenzione di distribuire dividendi alle azioni ordinarie nel prossimo triennio.

marzo 2, 2017

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roberto


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