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Enav, orizzonti di crescita in Italia e all’estero

Ora che è stata conclusa con successo la privatizzazione, l’Ente Nazionale per l’Assistenza al Volo (Enav) guarda con ottimismo al futuro, e punta su due fondamentali driver per costruire una crescita solida e costante. Il primo è certamente la gestione del traffico aereo del Belpaese, dove ci si aspetta una crescita del traffico di rotta del 2,5% annuo, contro una flessione dell’1,7% registrata nel 2015. Il secondo riguarda uno scenario più internazionale, nello specifico le opportunità legate alla riapertura dello spazio aereo in Libia, se la difficile situazione politica dovesse stabilizzarsi. Ma la Libia non è l’unica frontiera su cui Enav pare impegnata, infatti la società di servizi aerei potrebbe concludere già entro la fine dell’estate un contratto con Dubai per la gestione dello spazio aereo, ma potrebbero essere implementati anche i servizi forniti in Malesia a Kuala Lampur, dove Enav Asia Pacific ha già siglato un accordo di consulenza della durata di 4 anni.

Roberta Neri, l’ad della società, ha comunque confermato che il business principale dell’azienda riguarderà il traffico aereo italiano, e che, come da lei stessa dichiarato “Il principale obiettivo sarà una sempre maggiore efficienza, mantenendo un elevato il livello qualità e sicurezza, anche investendo sugli ammodernamenti delle tecnologie. Confido sulla ripresa del traffico in Italia, in linea con le analisi del settore che vedono un 2% annuo di crescita del traffico in termini di unità di servizio (traffico di rotta, che misura il numero dei velivoli, il percorso compiuto nell’attraversamento del paese e il loro peso). Abbiamo portato fuori dal perimetro aziendale un cospicuo numero di dirigenti, coinvolgendo poi un numero di risorse esterne molto limitato. Ho cercato di lavorare con le risorse interne e posso dire che la squadra oggi c’è ed è fortemente impegnata a raggiungere gli obiettivi del piano”.

In effetti sin dal suo arrivo nel luglio dello scorso anno, la manager romana ha messo in pratica numerosi interventi riguardanti svariati temi e settori, tra cui appunto la riduzione di costi dei contratti di fornitura esterni. Inoltre secondo le previsioni degli analisti Enav dovrebbe raggiungere un Ebitda di 256 milioni quest’anno, contro i 243 del 2015, arrivando fino a una stima di 268 milioni per il 2017. L’utile netto è previsto superiore a 70 milioni nel 2016, per raggiungere 92 milioni nel 2017 e stabilizzare la crescita su quel livello, portando in questo modo a zero l’utilizzo delle riserve cui si attingerà da quest’anno per pagare le cedola.

Senza contare che le stime di crescita del 2,5% annuo del traffico di rotta non tengono conto delle opportunità libiche
. La stessa Roberta Neri ha commentato a riguardo: “Nel Paese c’è ancora un contesto di difficoltà, si comincia però a vedere qualche possibilità di riapertura dello spazio aereo. Questo comporterebbe il fatto che verrebbero ripristinate alcune rotte intercontinentali dal Nord Europa verso l’Africa. aumentando l’attraversamento dello spazio italiano. La crescita del traffico attesa in Italia non tiene conto nel breve periodo di una riapertura dello spazio aereo libico; se questa avverrà potremmo migliorare i target del piano. Uno sviluppo in questo senso, poi, sarebbe importante per Enav anche per la possibilità di essere un interlocutore di riferimento nella attività di supporto di natura tecnica sulla gestione dello spazio aereo. Avevamo impostato già in passato delle attività di consulenza che sono state frenate dalla crisi politica e dalla guerra”.

I servizi di consulenza rientrano nel business non regolato, il quale costituisce comunque uno dei pilastri della crescita del piano industriale
: questo solo comparto nel 2015 ha determinato ricavi per 11 milioni su un fatturato di 850 milioni. D’altro canto come ricorda l’ad Enav “Fare leva sulla capacità di esportare know-how e tecnologie è un altro importante driver di crescita. E questo nelle aree in cui la società ha già un posizionamento importante che può essere implementato. Mi riferisco a Sud Est Asiatico, Emirati Arabi e Nord Africa. Il pPaese nel quale è più forte la presenza è la Malesia, dove abbiamo un importante contratto di consulenza per la gestione dello spazio aereo. Ma stiamo lavorando per ampliare il nostro ruolo”. Come già accennato, numerose trattative sono state aperte con numerosi Paesi asiatici e africani, come Malesia, Marocco, Dubai.

Infine la scorsa settimana è stato raggiunto l’accordo con i sindacati
, portando alla revoca degli scioperi programmati per il 6 settembre e l’11 ottobre. Incoraggiante e determinato il commento della Neri: “L’accordo avvia un percorso di più efficace dialettica con le rappresentanze dei lavoratori, reimpostando una relazione che negli ultimi anni aveva evidenziato alcune difficoltà di interlocuzione. Grazie a questo accordo, che disciplina momenti di consultazione del sindacato relativamente a tematiche che riguardano i livelli occupazionali, l’organizzazione del lavoro e gli investimenti sul core business, potranno essere riavviate efficaci e serene interlocuzioni con le rappresentanze confederali e congiuntamente con le sigle degli autonomi in una prospettiva di più solida e unitaria relazione industriale”. Ennesima conferma della solidità dell’azienda, che con un progetto forte e tutti i mezzi per realizzarlo sta dimostrando coi fatti di meritare la fiducia degli investitori.

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Sull'autore

Gennaro Parisi

Laureato in Economia e Commercio all'Università di Bari nel 2003, appassionato di finanza, di politica e di economia.

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