Innovazione e startup

Fintech: la Tecnologia Finanziaria

Fintech è una parola che sembrerebbe molto complicata, quando in realtà significa semplicemente “Tecnofinanza”, o meglio “Tecnologia Finanziaria”. In pratica si tratta di una serie di prodotti e servizi finanziari, che vengono erogati attraverso le più sofisticate tecnologie finanziarie. La parola Fintech è una delle più utilizzate oggi, all’interno della New Economy. Tuttavia, per capire il suo più vero semplificato, è necessario spingersi oltre la semplice definizione.

La Financial Technology, è essenzialmente un nuovo segmento del mercato finanziario, che si sta ritagliando sempre più spazio all’interno della “torta della finanza”, soppiantando man mano i vari settori bancari ed assicurativi. Una di quelle innovazioni che sta portando man mano i servizi Fintech ad essere utilizzati da sempre più persone, la rivoluzion più “palpabile”, potrebbe essere infatti la sostituzione del denaro contante nelle transazioni di denaro che vengono fatte ogni giorno.

Fintech-Accelerator-Level39

Gli investimenti in Start Up bancarie e assicurative, continuano ad aumentare ogni anno, e l’Europa è stata proprio una di quelle zone geografiche dove si è vista più crescita, Londra su tutte, che ha dei veri e propri hub fintech accelerator: Level39 e Startup Bootcamp FinTech a Londra.

Le nuove figure della finanza “che innova”, sono delle piattaforma online che si occupano delle cosiddette “transazioni finanziarie”, ma anche degli investimenti. Si tratta di imprese nuove, con una struttura estremamente snella, nate da delle idee cucite addosso alle esigenze dei consumatori, in quanto i CEO sono riusciti a interpretare in maniera innovativa i bisogni dei clienti, degli investitori, e dei risparmiatori.

Per avere successo nel mondo Fintech, spesso serve un’idea innovativa, che nessuno ha avuto prima d’ora. Conta quindi moltissimo il fattore “umano” dell’idea.
Le persone che stanno dietro a queste grande idee di start-up, sono certamente degli esperti di finanza ed economia, ma prima di tutto sono delle menti “digitali” e con una grande propensione all’informatica.
Il web, nonostante possa sembrare un ambiente “freddo”, non è assolutamente così, in quanto dietro ci sono delle vere e proprie menti geniali, che in pochi anni, ne hanno inventate di tutti i colori: e-payment, crowdfunding, social investing, P2P payment e tantissime altre forme di investimento e di attività finanziarie, che qualche anno fa non erano conosciute da nessuno, soltanto da una ristretta cerchia di addetti ai lavori.

Questi nuovi player del settore finanziario, riescono quindi ad imporsi nel settore grazie alla dirompenza della loro tecnologia, che è unita anche ad una grande convenienza di base, riuscendo quindi a rispondere alle esigenze dei clienti in maniera estremamente più semplice ed economica, creando quindi un rapporto cliente-impresa estremamente duraturo. Per non parlare del fatto che è presente una grande quantità di tool per l’analisi dei risultati, proiezione delle operazioni, facilità di utilizzo e portabilità grazie alle applicazioni per smartphone, che rendono il tutto più essenziale e di facile e veloce utilizzo.

I membri della Tecnologia Finanziaria, sono delle aziende che riescono ad innovare il proprio business in pochissimo tempo, attraverso l’investimento in nuove divisioni interne, nuove idee, nuovi servizi, che vengono implementati in maniera estremamente più veloce all’interno dei servizi, battendo quindi anche sul tempo la finanza “tradizionale”, e non solo in termini di convenienza.

Fintech cos’è

Ma che cos’è più semplicemente il settore Fintech? Fintech è essenzialmente la digitalizzazione dei vari servizi finanziari. Ma cosa può significare Finance e Tech, se sono in continua evoluzione? Negli ultimi 50 anni, questi due termini sono infatti profondamente cambiati.

Negli anni 70, la parola “Tech” in pratica significa soltanto il settore dell’elettronica, e la fabbricazione di oggetti tecnologici, come ad esempio i primi computer. Poi con l’evoluzione di quest’ultimi, la definizione si è sempre più ampliata anche nel campo del software. Poi è arrivato internet, e quindi la definizione è entrata anche all’interno del mondo del Web, con società come Google e Yahoo!. Sono arrivate nuove professioni, come ad esempio il webmaster, e il tecnico di rete. La rivoluzione della “tecnologia del web” era appena incominciata.

Poi è arrivato il concetto di “IT”, ovvero Information Tecnology , la tecnologia dell’informazione, che si concentrava sui contenuti, e ad esempio l’interconnettività. In questo contesto tutto nuovo quindi, la facevano da padrone concetti come la fusione tra competenze tecnologiche, con competenze tradizionali.

Ci fu quindi un grande cambiamento, una “disruption” (rottura), all’interno dei settori della pubblicità, dei media, dell’intrattenimento, design, editoria, informazione, musica, moda e molti altri ancora. Sono nate quindi moltissime nuove aziende software, di programmazione, di sviluppo di applicazione, servizi internet, start-up, Big Data e molto altro ancora.

Questa nuova schiera di professioni e servizi, ha portato poi anche una vera e propria convergenza tra vari settori, come quello dei contenuti, tecnologia e interconnettività tra questi. La Tech-Info si sta spostando sempre più in svariati settori, come ad esempio quello dell’informazione, cambiando totalmente settori come quello della sanità e dell’istruzione, per non parlare del settore finanziario e bancario.

Fintech significato

Il significato di Fintech, è assimilabile all’applicazione della tecnologia al mondo dell’industria bancaria, grazie all’attivazione o fornitura dei servizi bancari e finanziari attraverso l’utilizzo della rete.

Attualmente, il mondo Fintech ricopre una vasta area di servizi:

– Nuovi sistemi di pagamento elettronico
– Servizi di analisi dati (come ad esempio il Credit scoring, che viene utilizzato per calcolare il merito di credito)
– Asset management, risk management, accounting
– mPayment
– P2P Lending
– Crowdinvesting
– Pagamento con criptovalute

Il mondo dell’opensource ha permesso a sempre più aziende di entrare e di dire la loro. C’è un ecosistema di sub-industrie che hanno “inventato” il crowdfunding (come ad esempio Kickstarter), il mondo dei prestiti P2P (Lending Club, per fare un nome), dell’investimento sociale (eToro), investimento tematico (Motif Investing), gestione del risparmio (Wealthfront) e molti altri ancora.

Si tratta quindi di settori estremamente diversi tra loro, ma tutte le aziende Fintech hanno un tratto comune tra di loro: l’utilizzo della tecnologia e delle reti per rendere i processi bancari e finanziari molto più efficienti rispetto ai servizi tradizionali, fornendo soluzioni B2B e B2C, sfruttando una convergenza a dir poco perfetta tra le varie tecnologie della comunicazione e dell’informazione.

Il mondo della tecnologia nel settore bancario, ha avuto il suo primo boom negli anni 70, con l’invenzione degli ATM, che hanno permesso di cambiare totalmente il modo in cui gli utenti si rapportavano con la banca.

Da 10 anni ormai, il modo in cui la tecnologia è entrata in maniera dirompente in questo settore (bancario e tecnologico) è ormai sotto gli occhi di tutti. La velocità in cui ha trasformato un mondo in cui da 30 anni non era cambiato nulla (se non con gli ATM, per l’appunto) ha visto un incremento a dir poco forsennato della “quantità” di tecnologia presente. Con il “movimento” Fintech, c’è una vera e propria coscienza che la trasformazione strutturale è viva, e continua a cambiare il modo in cui i soldi viaggiano ogni giorno sulla rete. Il modello economico e il modo in cui è organizzato è cambiato, con una trasformazione strutturale, che tutt’oggi sta attraversando l’attività bancaria retail.

Sicuramente, la crisi finanziaria del 2008, ha permesso al movimento Fintech di prendere il sopravvento, in quanto le istituzioni finanziarie tradizionali sono state letteralmente “massacrate” dai media e dall’opinione pubblica generale. Gli oneri legali e le imposizioni dei regolatori dopo la crisi del 2008, ha obbligato le banche e gli altri istituti del settore, a spostare la loro concentrazione nel mondo compliance, rispetto invece allo sviluppo e ricerca, dando quindi pochissima importanza alle esigenze del consumatore.

Sempre più utenti si sono accorti della lentezza del sistema bancario classico, e il servizio offerto dai player del settore Fintech, sta facendo la differenza, con dei servizi dinamici, alternativi e sostitutivi di prodotti che di solito venivano offerti dalle banche, come ad esempio gli investimenti, prestiti, conti deposito, trasferimenti di denaro o sconto di fatture e molto altro ancora.

Si tratta di fare “Banca senza la banca”, in quanto stiamo parlando di servizi che hanno una natura “non-bancaria”, soggetti in fase di crescita che non hanno delle vere e proprie autorizzazioni dirette dalle banche, e quindi sono per certi versi “estranei” ai classici requisiti richiesti alle banche tradizionali, e agli altri player del mercato che sono soggetti alle classiche regole del settore.

La tecnologia finanziaria, nota anche come Fintech, è un settore economico composto da aziende che utilizzano la tecnologia per rendere i servizi finanziari più efficienti. Le aziende tecnologiche finanziarie sono in genere start-up che cercano di soppiantare i sistemi finanziari classici, sfidando le aziende tradizionali che sono meno dipendenti dal software.

Fintech Italia

Il Centro Nazionale di Ricerca Digitale a Dublino, Irlanda, definisce la tecnologia finanziaria “Fintech” come “innovazione nei servizi finanziari”, aggiungendo che “il termine ha iniziato ad essere utilizzato per le applicazioni più ampie della tecnologia nello spazio – di prodotti di consumo front-end, ai nuovi ingressi nella competizione con i giocatori già esistenti, e anche di nuovi paradigmi, come il Bitcoin”.

Fintech si riferisce a nuove applicazioni, processi, prodotti o modelli di business nel settore dei servizi finanziari. Queste soluzioni possono essere differenziate in almeno cinque aree.

  • In primo luogo, i settori bancari o assicurativi si distinguono come potenziali settori di attività. Soluzioni per il settore assicurativo sono spesso più specificamente chiamati “InsurTech”.
  • In secondo luogo, le soluzioni si differenziano per quanto riguarda il supporto ai processi di business, come le informazioni finanziarie, i pagamenti, investimenti, finanziamenti, consulenza e supporto. Un esempio possono essere le soluzioni di pagamento mobile.
  • In terzo luogo, il segmento della clientela mirata si distingue tra retail, private e corporate banking così come l’assicurazione vita e l’assicurazione non vita. Un esempio è l’assicurazione telematica, che calcola le commissioni in base al comportamento dei clienti nel settore delle assicurazioni non vita.
  • In quarto luogo, la forma di interazione può essere sia business-to-business (B2B), business-to-consumer (B2C) o consumer-to-consumer (C2C). Un esempio sono le soluzioni di trading sociale per i C2C.
  • Quinto, le soluzioni variano in relazione alla loro posizione di mercato. Alcune aziende Fintech, per esempio, forniscono servizi complementari, quali i sistemi di gestione delle finanze personali, altri si concentrano su soluzioni competitive, come ad esempio i prestiti peer-to-peer.

L’investimento globale nella tecnologia finanziaria è aumentato più di dodici volte da $ 930.000.000 nel 2008 a più di $ 12 miliardi nel 2014. Il settore della tecnologia finanziaria, ha visto una rapida crescita negli ultimi anni, secondo l’ufficio del sindaco di Londra. Il quaranta per cento della City di Londra, è impiegata nei servizi finanziari e tecnologici. Alcune delle aziende Fintech più note di Londra comprendono quella dei finanziamenti Circle, Nutmeg e TransferWise.

Negli Stati Uniti, ci sono numerose start-up Fintech, tra cui Affirm, Betterment, Behalf, Fundera, IEX, Lending Club, Money.net, Plaid, Prosper, Robinhood, SoFi, Square, Stripe, e Wealthfront.

In Europa, ben $ 1.5 miliardi sono stati investiti in aziende tecnologiche finanziarie nel 2014, con società con sede a Londra che hanno ricevuto $ 539 milioni, le aziende con sede ad Amsterdam hanno ricevuto 306 milioni di $, e le aziende con sede a Stoccolma hanno ricevuto $ 266 milioni di investimenti. Dopo Londra, Stoccolma è la città con la più alta cifra di investimenti Fintech in Europa, negli ultimi 10 anni.

Per quanto concerne invece l’Italia, le startup nel mondo Fintech sono in questo momento più di 100, con il nord che vale il 77% del mercato italiano. In Lombardia sono presenti oltre 42 startup, a seguire l’Emilia e poi il Piemonte, con una manciata di Startup. Anche la Campa ha molto Startup, circa 7. Il 45% delle startup Fintech italiane, si occupano di crowdfunding. Poi ci sono i servizi bancari con il 16%. Sui pagamenti si concentra circa il 12%, il 9% si occupa di e-commerce e invece il 4% si occupa di sicurezza.

I vincitori italiani degli Italian Fintech Awards, sono stati per ex aequo Ovalmoney, una startup che si occupa di microrisparmi, fondata della ex responsabile italiana di Uber, e eXrade, che è uno spinoff di un centro di ricerca.

Sull'autore

Laura Di Borromeo

Laureata presso l'Università Bocconi di Milano. Oggi giornalista pubblicista, appassionata di investimenti e mercati finanziari.

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