Investimenti

Investire nel settore turistico nel 2017 conviene?

Negli ultimi tempi gli investimenti nel settore turistico hanno rappresentato un bacino di opportunità interessanti per poter disporre di rendimenti notevoli. Tuttavia, a tali opportunità si sono contrapposti diversi elementi in grado di rendere più complesso il tentativo di decifrare quel che potrebbe accadere nel comparto: accresciuta volatilità, pressioni al ribasso e altre determinanti non certo positive hanno privato una parte del sostegno alla convenienza agli impieghi nel settore. Ma cosa accadrà nel prossimo anno? Ha ancora senso puntare sul turismo come settore di riferimento per i propri investimenti?

View in peggioramento

Rispetto alle analisi degli ultimi trimestri, la view dei principali osservatori sul settore turistico sta lievemente peggiorando, almeno per quanto concerne una osservazione di brevissimo e breve termine. sono d’altronde ben numerose le cause che potrebbero complicare la tenuta di rendimenti di rilievo nel comparto: tra gli elementi in questione, si pensi alla possibilità di andare incontro ad aumenti nel breve periodo nei prezzi del carburante, a una domanda che potrebbe stabilizzarsi (ponendo così fine alla fase di crescita) e soprattutto ai timori sul fronte degli attacchi terroristici, che potrebbero incidere sul comparto nei prossimi mesi.

Alle valutazioni liberamente esprimibili su tali elementi, si può inoltre cercare di integrare il risultato di una recente indagine estiva condotta nei confronti dei direttori finanziari delle principali compagnie aeree, che ha rilevato che questi ultimi non si attendono ulteriori miglioramenti sul fronte della profittabilità di bilancio nei prossimi 12 mesi.

I risultati di metà anno

Fin qui, alcuni degli spunti interpretativi per cercare di comprendere quel che potrebbe accadere nei prossimi mesi. Ma come è andata la prima parte dell’anno per le imprese impegnate nel settore? Stando alle risultanze ottenibili dalla lettura delle trimestrali di metà esercizio, il quadro economico e finanziario sarebbe ancora solido, sebbene l’incidenza dell’EBIT sul fatturato dei gruppi internazionali sia in salita in misura contenuta. Stando a quanto riportava la IATA (International Air Transport Association), il dato si è infatti attestato al 9,9 per cento dal 9,7 per cento dello stesso periodo 2015, spinto in rialzo soprattutto dall’apporto delle compagnie nordamericane, mentre per quanto riguarda gli operatori europei l’EBIT margin è sceso al 6,3 per cento dal precedente 6,6 per cento.

Per quanto attiene i fondamentali, il comparto si mantiene leggermente a premio in termini di multipli di P/E rispetto alla media settoriale europea, a fronte di stime di decrescita degli utili per l’esercizio in corso pari al -4,5 per cento rispetto al +2,7 per cento dell’Eurostoxx; gli utili del comparto arrivano comunque da un deciso miglioramento registrato nello scorso esercizio, quando la discesa dei prezzi del greggio e la ripresa della domanda hanno inciso in misura significativa sui risultati di bilancio. Per il momento, una ripresa a doppia cifra è stimata dal consenso per il prossimo biennio.

Il prezzo del carburante

Il prezzo del petrolio e del carburante rimane ben al di sotto dei picchi toccati negli anni precedenti, anche se nel breve è possibile attendersi un recupero dopo l’accordo raggiunto tra i principali produttori
internazionali circa una riduzione dell’offerta. L’incontro informale in Algeria ha prodotto un’intesa circa il taglio di 750 mila barili al giorno offerti, portando il livello di output complessivo a 32,5 milioni di barili. L’accordo dovrà essere poi formalizzato durante il vertice formale dell’OPEC il prossimo 30 novembre.

Su tale punto, tuttavia, preferiamo mantenere una valutazione di discreta aleatorietà. Appare infatti evidente come il taglio di 750 mila barili al giorno non sia certo sufficiente per poter riequilibrare in modo definitivo il settore, e rimangono peraltro numerosi questioni aperte che potrebbero impedire la corretta esecuzione dell’accordo: si pensi, tra i tanti punti di attenzione, alla possibilità che alcuni membri OPEC non siano d’accordo con la ripartizione delle quote di riduzione di propria spettanza. In ultima istanza, anche nell’ipotesi in cui l’accordo vada a buon fine, vi è sempre l’eventualità che, in realtà, l’intesa non sia in grado di generare gli effetti sperati a causa di una mancata partecipazione, al macro obiettivo di comparto, dei membri non OPEC.

Investire nel turismo

A margine di quanto sopra ricordato, è bene pertanto esprimere una posizione di discreta cautela nei confronti dell’investimento sul settore turistico, da ponderare con particolare attenzione, riservando comunque una quota fortemente minoritaria del proprio portafoglio, in attesa di comprendere (primo trimestre 2017) in che modo si snoderanno i fondamentali sul prossimo esercizio.

Sull'autore

Roberto Rossi

Perito Informatico ma appassionato del trading online con i CFD. Mi occupo di stesura articoli sul trading online, CFD e forex.

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