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Come investire sulle materie prime

Investire sulle materie prime è parte integrante della strategia di tantissimi trader, che proprio sulle commodity hanno costruito buona parte dei propri portafogli, in un’ottica di piena diversificazione finanziaria.

Ma che cosa significa investire sulle materie prime? Perché tantissime persone ripongono la loro fiducia nelle materie prime? E come potete investire sulle materie prime?

Cerchiamo di condividere qualche riflessione su questo ampio settore, e tanti suggerimenti per un miglior approccio!

Cosa sono le materie prime?

In primo luogo, ricordiamo come le materie prime siano tutti quei materiali e tutti quei prodotti, utilizzati per poter fabbricare e produrre altre tipologie di beni. Si tratta dunque di materiali “da trasformazione”: una definizione comunque piuttosto ristretta, visto e considerato che le materie prime possono altresì essere utilizzate nello stato in cui si trovano o – nello stesso stato – possono assolvere ad altre funzioni, come quella di allocazione di ricchezza.

Al di là di ciò, oggi le materie prime sono certamente degli strumenti finanziari tra i più apprezzati, e costituiscono tra le principali destinazioni di investimento. Si pensi – a titolo di esempio non esaustivo – agli impieghi che vengono effettuati in oro o argento, o ancora in petrolio Brent, e così via.

Insomma, sono tantissime le opportunità di investimento offerte dalle materie prime, e tantissime le declinazioni strategiche che dovreste assumere in valutazione.

Su quali materie prime bisogna investire?

Ora che abbiamo conosciuto le materie prime, giunge il momento difficile: quali sono le materie prime sulle quali sarebbe più opportuno investire?

Intuibilmente, rispondere a questo quesito non è affatto semplice: molto dipenderà dalle vostre preferenze, dalle caratteristiche di investimento, dal livello di diversificazione che state cercando di riprodurre all’interno del vostro portafoglio, e tanto altro ancora.

In linea di massima, tra le materie prime più negoziate ci sono sicuramente i metalli preziosi e, in essi, l’oro. Considerato il bene rifugio (safe haven) per eccellenza, l’oro è un bene che viene acquistato in massa nei momenti di maggiore difficoltà congiunturale, mentre nei momenti di maggiore fiducia invece si tende a preferire degli investimenti a maggiore “rischio”.

Proprio per la sua funzione di bene rifugio, gli investitori scelgono di investire in oro parte del proprio portafoglio per poter allocare in un impiego piuttosto sicuro una quota più o meno rilevante del patrimonio, senza però disdegnare di monetizzare un incremento di valore relativo nei momenti in cui la congiuntura non è particolarmente favorevole.

Da questo punto di vista, l’oro può non solamente essere concettualizzato come un vero e proprio investimento, bensì come uno strumento di “protezione” del proprio capitale. Come vedremo tra breve, potete investire nell’oro sia in maniera diretta, che mediante ETF, o ancora mediante contratti finanziari per differenza.

Un’altra materia prima particolarmente gettonata, in grado di assorbire una quota molto significativa del complessivo volume di investimenti nelle commodity, è il petrolio. Il greggio è infatti una delle materie prime su cui si concentrano in misura più notevole le attenzioni degli investitori: particolarmente volatile nel corso degli ultimi anni, è spesso preda di atteggiamenti speculatori e, dunque, è spesso asset ideale per poter investire in strumenti finanziari derivati.

Tornando alle materie prime preziose, possiamo certamente citare in questo breve elenco l’argento: considerato un investimento sicuro, spesso in grado di regalare delle prestazioni superiori a quelle dell’oro è in realtà il suo “collega” più vicino nel comparrto delle commodity preziose. Se invece ci si sposta sul fronte dei metalli industriali, sicuramente il più “attenzionato” è il rame, che peraltro negli ultimi anni ha esposto gli investitori a discrete oscillazioni. Discorso similare per palladio e platino, la cui attrattività sta crescendo anche in virtù dell’ampliamento dei settori industriali di relativo interesse, come ad esempio sta avvenendo per il comparto delle auto elettriche.

Perché investire sulle materie prime

Chiarito che il mercato delle materie prime è molto ampio, che si può investire in tantissimi asset e – come vedremo – con numerosi strumenti di impiego diretto o indiretto, rimangono da comprendere alcuni punti di particolare utilità. Come, ad esempio: perché investire sulle materie prime?

Fermo restando che vi consigliamo di investire sulle materie prime solo all’interno di una complessiva strategia pianificata di impiego del vostro portafoglio, bisogna sottolineare come moltissimi investitori amano destinare alle commodity una quota non irrilevante del proprio patrimonio poiché considerano questi asset come gli elementi ideali per potersi garantire una conservazione discreta del valore nel tempo.

Un’affermazione che è particolarmente valida se ci riferiamo a materie prime “tipicamente” in grado di rappresentare beni rifugio, come le già rammentate oro e argento, impieghi di capitali che nel lungo periodo possono certamente donare qualche soddisfazione, e che nel breve periodo – nei momenti di crisi finanziaria – possono proteggere il valore del proprio investimento.

Tuttavia, sarebbe errato limitare le ragioni di investimento sulle materie prime a soli ragioni di copertura. Non sono infatti solamente gli investitori che attuano politiche di contenimento del rischio a trarre le migliori soddisfazioni da parte delle materie prime, quanto anche gli speculatori, grazie alla possibilità di poter prendere profitto dalle variabilità di quotazione (anche minime) delle proprie materie prime preferite, e grazie alla possibilità di sfruttare degli strumenti finanziari derivati in leva finanziaria.

Come investire in materie prime

Se vi state domandando in che modo investire in materie prime, sappiate che le opportunità che vi sono concesse sono tantissime.

In primo luogo, potete certamente acquistare in modo diretto e fisico i vostri beni di riferimento. Si tratta tuttavia di una scelta minoritaria: oltre ad essere particolarmente difficile procedere all’acquisto delle materie prime in forma diretta e fisica (chi di voi vorrebbe investire sul petrolio accumulando delle taniche di greggio in garage?), sarebbe anche piuttosto costoso (per i costi di transazione e di allocazione) e rischioso (perdite, deterioramento e furti incomberebbero su di voi come pericolo costante).

Meglio pertanto cercare soluzioni alternative, finanziarie, particolarmente fruibili da parte di tutti gli investitori, anche quelli dotati di minori dotazioni di capitale.

Fondi comuni di investimento su materie prime

La prima opportunità che vogliamo condividere con voi è rappresentata dai fondi comuni di investimento. Contrariamente a quanto accade con gli investimenti diretti in materie prime, l’uso di un fondo comune di investimento permette di poter ottenere una pronta diversificazione dei propri risultati, grazie all’attività di correlazione / decorrelazione effettuata dal gestore del fondo.

Ovviamente, come tutti gli strumenti finanziari, anche quello l’impiego in fondi comuni di investimento non potrà che essere contraddistinto da evidenti vantaggi e punti di attenzione.

Tra i primi, oltre alla già citata diversificazione, possiamo certamente annoverare la facilità di impiego, la possibilità di partecipare a mercati / asset che non sarebbe altrimenti possibile rendere diretti protagonisti dei propri investimenti (o, per lo meno, non con costi così bassi) e l’eventuale profitto superiore a quello del benchmark cui i fondi si riferiscono.

Attenzione però a non considerare i fondi comuni di investimento come la panacea di tutti i vostri dubbi finanziari. Si tratta infatti di strumenti che non garantiscono alcun rendimento e che, nella maggior parte dei casi, vi forniranno un rendimento ben inferiore al benchmark, pur percependo comunque delle commissioni piuttosto elevate, che spesso potrebbero inficiare in termini quasi assoluti l’intera redditività dello strumento.

ETF su materie prime

Parte dei “difetti” dei fondi comuni di investimento sono risolvibili ricorrendo all’impiego di ETF, una particolare categoria di fondi che nel corso degli ultimi anni è diventata sempre più diffusa anche sul mercato italiano.

Comprendere per quale motivo abbiamo assistito a una così forte crescita degli ETF sulle materie prime non è certo difficile: gli ETF sono fondi piuttosto economici (non hanno commissioni di gestione, contrariamente a quanto avviene con i fondi comuni di investimento) e si limitano a replicare un benchmark di riferimento, consentendo così all’investitore di trarre i pieni vantaggi in termini di diversificazione e di impiego nell’asset desiderato.

Gli ETF sono inoltre quotati sui mercati regolamentati, rendendo pertanto questi strumenti molto più liquidi e, tecnicamente, una sorta di ibrido tra un fondo e un’azione.

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Strumenti derivati su materie prime

Sebbene fondi di investimento e ETF rappresentino due modi piuttosto utili per poter investire sulle materie prime (per quanto, non gli unici!) questo decennio è stato contraddistinto da un crescente ricorso al trading online e, in esso, agli investimenti finanziari online derivati, mediante CFD (contratti per differenza). Ma che cosa sono? E come poter effettuare investimenti sulle materie prime attraverso CFD? Quali sono le differenze tra un investimento in CFD su materie prime e un impiego con fondi?

Cerchiamo di rispondere puntualmente a tutte queste domande, contribuendo così a chiarire un panorama che è probabilmente piuttosto intricato.

Che cosa sono i CFD? I contratti per differenza sono degli strumenti finanziari “derivati”, il cui valore dipende da un asset sottostante (in questo caso, una materia prima). Pertanto, acquistare un CFD sull’oro non significa acquistare “oro”, ma solamente uno strumento finanziario il cui destino sarà vincolato al prezzo del bene cui si riferisce.

Come si investe nei CFD? Investire nei CFD significa effettuare una previsione sul futuro valore dell’asset sottostante, con la conseguenza che si potrà “puntare” sia su un trend calante che su un trend crescente del prezzo del bene. L’importante non è, pertanto, che il mercato salga (cosa che è fondamentale per ottenere un profitto con i fondi su materie prime), bensì che l’investitore preveda correttamente l’evoluzione del valore dell’asset.

Ci sono differenze tra CFD e fondi? Le differenze tra CFD e fondi (comuni o ETF) sono notevoli, visto e considerato che stiamo parlando di due strumenti completamente diversi. I CFD sono un prodotto derivato, strutturato come una previsione finanziaria. I fondi sono strumenti finanziari a gestione attiva o passiva, che cercano di battere o replicare il benchmark di riferimento, investendo direttamente sulle materie prime o su strumenti legati a questo comparto.

Conviene investire in CFD su materie prime? Dipende. I CFD sono strumenti ad alto rischio, ideali soprattutto per impieghi di natura speculativa. La convenienza non potrà dunque che essere attentamente ponderata sulla base della specifica strategia di investimento del singolo trader.

Migliori piattaforme per investire in materie prime

Quali sono le migliori piattaforme per investire in materie prime con i CFD? Le abbiamo raccolte in una tabella, eccole:

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Principali materie prime

Qui sotto presentiamo un elenco ragionato delle principali materie prime. Per ogni materia prima abbiamo anche scritto un articolo di approfondimento a parte.

Petrolio

Il petrolio è certamente una delle materie prime più importanti e oggetto di negoziazione, in grado anche di condizionare altri mercati, come quello azionario. Le tipologie di asset più diffuse sono WTI e Brent: il primo è il greggio estratto negli USA, il secondo è quello estratto nel Mare del Nord.

Per approfondimenti, leggi il nostro articolo su Trading Petrolio.

Cacao

È una delle materie prime agricole maggiormente negoziate, disponibile sui mercati internazionali sotto forma di fave. La produzione è concentrata prevalentemente in Africa (da dove arriva oltre il 70% della produzione mondiale) e secondariamente in Brasile e Indonesia.

Gli scambi di cacao sono convogliati soprattutto sul LIFFE (London International Financial Futures and options Exchange), della Borsa europea NYSE-Euronext, e sul mercato americano del NYMEX (New York Mercantile Exchange).

Per approfondimenti, leggi il nostro articolo sul Trading Cacao.

Rame

Tra i metalli industriali più fruiti e di rilievo globale, il rame gioca certamente un ruolo da protagonista. La sua produzione arriva soprattutto dal continente americano (prevalentemente, in Cile e Stati Uniti), e le sue quotazioni sono relativamente volatili.

Ad oggi il trading su strumenti futures sul rame è incentrato soprattutto sul NYMEX (New York Mercantile Exchange), i cui contratti sono ponderati per 25.000 pound di rame elettrolitico di grado 1.

Per approfondimenti, leggi il nostra articolo sul trading rame.

Caffè

Il caffè è certamente una delle materie prime agricole più commerciate al mondo. Disponibile su vari mercati del mondo con diverse varietà (la principale è l’Arabica), la sua produzione è correlata principalmente al consumo alimentare, sebbene non manchino (pur marginali) altre fruizioni, come quella di “ingrediente” di integratori energetici.

Le varietà di caffè scambiabili sul mercato hanno come parametro di misura il “sacco”, con un peso di 60 kg di semi di caffè.

Per approfondimenti, leggi il nostro articolo sul Trading Caffè

Mais

Altra materia prima alimentare piuttosto conosciuta e oggetto di trading, il mais, o granturco, ha un mercato particolare, tendenzialmente stagionale, basato sulla ricerca id speculazioni sulla crescita della produzione.

Tradizionalmente, il prezzo della materia prima diventa molto volatile nei mesi estivi, in concomitanza con l’impatto meteorologico, che può determinare significative variazioni rispetto ai volumi previsti, che vengono generalmente stimati nel corso del mese di marzo.

Per approfondimenti, leggi il nostro articolo sul Trading Mais.

Cotone

Il cotone è una materia prima straordinaria, le cui caratteristiche (robustezza, durevolezza, assorbimento) lo rendono ideale per la produzione di tessuti e indumenti.

Scambiato alla New York Board of Trade exchange (NYBOT), e secondariamente alla Zhengzhou Commodity Exchange (ZCE) e all’Intercontinental Exchange, le sue quotazioni dipendono essenzialmente da quanto avviene in Asia, con Cina, India e Pakistan in grado di rappresentare i maggiori consumatori.

Per approfondimenti, leggi il nostro articolo sul Trading Cotone.

Oro

L’oro è il metallo prezioso maggiormente oggetto di trading in ambito internazionale. Vero e proprio bene rifugio per eccellenza, il suo prezzo è influenzato da numerosi fattori oltre – naturalmente – a quello legato all’evoluzione dell’avversione o della propensione al rischio.

Quotato in dollari per oncia, è generalmente considerato un investimento sicuro, sebbene nel breve periodo possa essere esposto anche a oscillazioni ampie in termini negativi.

Per approfondimenti, leggi il nostro articolo sul Trading Oro.

Gas naturale

Il gas naturale è una materia prima energetica molto importante, le cui quotazioni dipendono – come ogni asset – dagli equilibri che si formano tra la domanda e l’offerta, e dalle speculazioni circa l’evoluzione di questo rapporto di forza.

Una materia prima di eccellenza nel contesto, e una delle poche ad essere costantemente presente all’interno dell’elenco di sottostanti tracciate dai più noti broker internazionali.

Per approfondimenti, leggi il nostro articolo sul Trading Gas Naturale.

Palladio

Metallo raro e utilizzato prevalentemente in ambito industriale, il palladio è scambiato principalmente al New York Mercantile Exchange (NYMEX).

La sua domanda è costantemente in crescita: sebbene il 60% circa del palladio estratto sia utilizzato nell’automotive, questa materia prima è utilizzata in misura sempre più frequente in campo elettronico e dentistico, oltre che per la produzione di gioielli di valore.

Platino

Tra i metalli più rari sulla Terra, il platino è utilizzato con particolare favore sia nella gioielleria che in diversi settori industriali, con una domanda costantemente in crescita.

La maggior parte del platino viene estratto in Africa (una quota di circa l’80% del totale della produzione) mentre una quota minoritaria è principalmente suddivisa tra le miniere russe e nordamericane.

La materia prima è scambiata soprattutto sul New York Mercantile Exchange (NYMEX), e secondariamente sul Chicago Board of Trade (eCBOT) e alla Tokyo Commodity Exchange (TOCOM).

Per approfondimenti, leggi il nostro articolo sul Trading Platino.

Argento

Principale metallo prezioso in termini di negoziazione insieme all’oro, l’argento è una risorsa naturale imprescindibile in diversi settori: contrariamente a quanto si pensa, la gioielleria ne “consuma” solo il 3% del totale, mentre è in molti settori industriali (dalla medicina al militare) che abbondano le sue fruizioni.

Il metallo è principalmente negoziato sul New York Mercantile Exchange (NYME), sul London Metal Exchange (LME) e sul Chicago Board of Trade (CBOT).

Per approfondimenti, leggi il nostro articolo sul Trading Argento.

Soia

Materia prima agricola prodotta soprattutto nel continente americano, la soia è in crescente diffusione in tutto il mondo, Europa compresa, per finalità prevalentemente alimentari. La maggior parte della soia prodotta viene infatti usata per l’estrazione dell’olio gastronomico, mentre è marginale l’uso in agricoltura per l’alimentazione del bestiame.

Le borse presso cui la soia viene scambiata più diffusamente sono il CME (Chicago Mercantile Exchange (CME), e-CBOT), la National Commodity and Derivatives Exchange (NCDEX), il Mercado a Termino de Buenos Aires (MATba), la Dalian Commodity Exchange (DCE), la Brazilian Mercantile and Futures Exchange (BM&F), la Kansai Commodities Exchange (KANEX), e la Tokyo Grain Exchange (TGE).

Per approfondimenti, leggi il nostro articolo sul Trading Soia.

Zucchero

Usato e consumato in tutto il mondo in larga maggioranza per scopi alimentari e gastronomici, il prezzo dello zucchero è in realtà determinato da poche borse quali la International Exchange (ICE), la Kansai Commodities Exchange (KEX), la Brazilian Mercantile and Futures Exchange (BF&M), la National Commodities and Derivatives Exchange (NCDEX), la National Commodity Exchange Limited (NCEL), la Zhengzou Commodity Exchange (CZCE) e la Multi Commodity Exchange (MCX).

Per approfondimenti, leggi il nostro articolo sul Trading Zucchero.

Frumento

Concludiamo infine con il frumento, importante materia prima agricola negoziata principalmente nei mercati più importanti del mondo e, soprattutto, sul CME (Chicago Mercantile Exchange).

Nonostante la sua apparente secondarietà rispetto ad altre materie prime, è spesso oggetto di investimento sulle più note piattaforme di trading online.

Per approfondimenti, leggi il nostro articolo sul Trading Grano.

Sull'autore

Roberto Rossi

Perito Informatico ma appassionato del trading online con i CFD. Mi occupo di stesura articoli sul trading online, CFD e forex.

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