Investimenti

Come investire in Ferragamo

Salvatore Ferragamo, società di moda fondata nel 1927 dall’omonimo stilista, è oggi una delle tante eccellenze del made in Italy quotata in Borsa Italiana. Ma quale è il profilo societario? E, soprattutto, può convenire investire in azioni Salvatore Ferragamo nel corso delle prossime settimane?

Salvatore Ferragamo Spa

Come nostra abitudine, prima di cercare di comprendere quali siano le prospettive societarie nel prossimo futuro, cerchiamo di delineare un breve profilo societario sull’oggetto del nostro approfondimento. Come abbiamo già avuto modo di ricordare, Salvatore Ferragamo nasce nel 1927 sotto la forma del “Calzaturificio Ferragamo & c.“, fondato dallo stilista calzaturiere campano Salvatore Ferragamo, appena rientrato dagli Stati Uniti.

Fin dalla sua origine, chiara era l’ottica internazionale del marchio: Salvatore Ferragamo produceva infatti, almeno inizialmente, sole scarpe da donna destinate al mercato americano. Purtroppo, i primi anni di vita dell’iniziativa imprenditoriale sono piuttosto difficili, tanto che lo stilistica dovette presentare istanza di fallimento. Dieci anni dopo il primo tentativo, Ferragamo riesce però ad acquistare Palazzo Spini Feroni e a rilanciare il proprio brand con due negozi, a Londra e a Roma. Seguiranno poi nuovi sviluppi inegli Stati Uniti e, soprattutto nel secondo dopoguerra, un impulso creativo senza precedenti, e una più attiva partecipazione nel mondo delle sfilate.

Salvatore Ferragamo borse e scarpe

Una nuova svolta societaria è poi riconducibile al 1960 quando, in seguito alla morte dello stilista e fondatore, la società effettua una corposa riorganizzazione ai vertici. Sempre negli anni ’60 la società decide di diversificare maggiormente le proprie produzioni, dedicandosi anche alle borse e all’abbigliamento. Negli anni ’70 Salvatore Ferragamo si dedica altresì alla moda maschile.

È invece degli anni ’80 l’espansione nel crescente mercato asiatico, mentre risale agli anni ’90 e, soprattutto, al primo decennio degli anni 2000, una vera e propria crescita dinamica del portafoglio di prodotti societari: alle linee originarie, periodicamente rinnovate, si aggiungono infatti gli occhiali, le fragranze, gli orologi, i gioielli.

Negli ultimi 10 anni, la società ha ulteriormente modo di rinnovarsi: nel 2006 Ferruccio Ferragamo diventa presidente della società e, poco tempo dopo, si opta per una quotazione in Borsa, con un flottante del 48%. Il management viene guidato dall’a.d. Michele Norsa, mentre la proprietà rimane maggioritariamente in mano ai Ferragamo, mediante la holding Palazzo Feroni Finanziaria SpA.

Salvatore Ferragamo profumi: distribuzione

Uno dei punti di forza del bilancio societario di Salvatore Ferragamo è la sua chiara portata globale di distribuzione del brand. In Italia i prodotti Salvatore Ferragamo sono diffusi nei principali negozi di moda e in 18 store di proprietà, mentre nella sola Europea sono altri 58 i negozi sotto diretto controllo dell’azienda, tra cui tre flagship store tra Parigi e Londra.

In America, Salvatore Ferragamo è presente in tutti i principali Paesi: sono 10 i negozi monomarca in Canada, 15 negli Stati Uniti, 20 nel Sud America (tramite Ferragamo Mexico). In Asia, invece, Salvatore Ferragamo controlla una rete di negozi distribuiti i 12 Paesi, mantenendo il proprio quartier generale continentale ad Hong Kong.

Salvatore Ferragamo azioni

Recentemente Salvatore Ferragamo ha annunciato i risultati conseguiti nel corso del secondo trimestre dell’anno. Risultati che, affermiamo fin da queste prime righe di commento, sono sostanzialmente in linea con quelle che possono essere considerate le stime di consenso dei principali analisti.

Complessivamente, la società ha chiuso il primo semestre dell’anno con un fatturato pari a 710 milioni di euro, in flessione del 2 per cento a tassi di cambio correnti e in calo del 3 per cento a tassi di cambio costanti, rispetto ai 722 milioni di euro che era riuscita a conseguire nella prima metà dello scorso esercizio. L’EBITDA si mantiene invece in crescita, con 166,1 milioni di euro, in rialzo rispetto ai 164,6 milioni di euro dello scorso anno (+ 0,9 per cento) e sopra di circa 500 mila euro rispetto alle stime degli analisti. L’utile netto risulta anch’esso migliorato a quota 90,2 milioni di euro, in rialzo del 2,2 per cento rispetto all’utile netto di metà 2015, e ben sopra le attese degli analisti.

Per quanto concerne i risultati prospettivi di fine anno, la società si è detta particolarmente fiduciosa di poter rispettare le linee guida precedentemente formulata, e non si è detta pertanto preoccupata dal rallentamento delle vendite riscontrate in alcuni filoni di prodotti (ad esempio, i profumi). Tant’è che, si aggiunge nel commento sui fatti relativi al periodo successivo al primo semestre, già il mese di luglio ha mostrato tangibili segnali di ripresa sotto tale profilo analitico.

Stabilito quanto precede, possiamo certamente affermare una view lievemente positiva per il titolo, anche se non mancano degli elementi di potenziale rischio e pressione. Sul risultato commerciale potrebbero ad esempio influire le mutate abitudini di consumo dei turisti durante la stagione-chiave estiva, mentre sul futuro manageriale potrebbe pesare il turnover (comunque, ampiamente previsto e “disciplinato”) tra il vecchio e storico CEO Michele Norsa, e il nuovo Eraldo Poletto, cui saranno attribuiti tutti i poteri di ordinaria e di straordinaria amministrazione, tranne quelli che per statuto sono riservati al consiglio di amministrazione nella sua collegialità.

La scelta di Poletto non sembra essere affatto casuale: il nuovo CEO ha ampia esperienza nel settore luxury, e proprio nel luxury Salvatore Ferragamo sembra volersi dedicare con maggiore impegno, probabilmente alla ricerca di migliori marginalità (per il momento comunque ben garantite da un’adeguata politica di contenimento dei costi)…

Sull'autore

Roberto Rossi

Perito Informatico ma appassionato del trading online con i CFD. Mi occupo di stesura articoli sul trading online, CFD e forex.

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