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Fisco: cosa cambia con la Finanziaria 2017 per le imprese agricole

La Finanziaria 2017 apporterà importanti cambiamenti alle imprese agricole, grazie a una serie di interventi che coinvolgono anche le imprese di altra natura. In Italia le imprese agricole sono in continuo aumento ed è interessante notare che sono i giovani il traino principale. Grazie a una politica di aiuti, anche comunitaria, il settore dell’agricoltura e dell’allevamento ha infatti saputo dimostrare di essere vicino a chi voleva fare impresa nel settore dell’agricoltura, dove le novità della Finanziaria 2017 si rivelano di sicuro interesse.

Tutto può iniziare con l’abolizione dell’Irpef per i coltivatori diretti, perché è stato confermato che per il triennio 2017-19 i redditi agrari e di natura domenicale dei coltivatori diretti non concorrono alla formazione del reddito ai fini dell’Irpef, così come i redditi IAP, Imprenditore Agricolo Professionale. Si tratta della prima e forse più importante novità introdotta con la Finanziaria 2017, alla quale merita di essere aggiunto l’aumento della percentuale di compensazione per bovini e per suini all’8% rispetto all’attuale 7.95%. Si tratta della percentuale di compensazione che può essere impiegata da parte dei produttori agricoli che lavorano in regime speciale dell’IVA in merito alla cessione dei suini e dei bovini.

Il ripristino dei territori montani e gli esoneri contributivi

È stata quindi approvata con la Legge Finanziaria l’agevolazione fiscale che interessa il trasferimento dei fondi rustici nei territori montani, con lo scopo di arrotondare la proprietà contadina e parallelamente è attivo l’esonero del versamento del 100% dell’accredito contributivo IVS dei coltivatori diretti che hanno un’età inferire ai 40 anni per un massimo di 36 mesi. Trascorso questo periodo di tempo, l’esonero scende al 66% per 12 mesi e quindi al 50% per ulteriori e definitivi 12 mesi. L’agevolazione è destinata ai coltivatori diretti e IAP che hanno meno di 40 anni e che sono iscritti alla previdenza agricola nel 2016 e le cui aziende si trovano in territori svantaggiati io in località montane.

La riqualificazione degli alberghi e degli agriturismi

È stata confermata anche per il 2017-2018 il credito di imposta che va a favore delle strutture impegnate nel settore alberghiero che vale il 65% delle spese sostenute. Le spese devono aver la finalità di recuperare il patrimonio edilizio esistente, di effettuare una riqualificazione energetica o essere destinate all’acquisto di mobili o di elettrodomestici. È stimato che fra i possibili beneficiari vi possano essere anche i gestori delle aziende agrituristiche. Si tratta di un credito che può essere ripartito in due quote annuali dall’importo uguale e che può essere impiegato nel periodo di imposta successivo a quello in cui sono stati eseguiti i lavori.

È quindi interessante la riproposizione della ride terminazione del costo d’acquisto dei terreni edificabili e agricoli che sono posseduti a titolo di proprietà, ma anche di superficie, di usufrutto e di enfiteusi. Al contempo, le novità interessano la riapertura dell’assegnazione o della cessione agevolata di beni immobiliari e mobili ai soci delle società di persone e di capitali.

Il principio di contabilità per cassa

Come avviene anche per aziende di diversa natura dall’agricola, è stato introdotto il principio di reddito in base alla cassa, quindi il reddito di impresa viene calcolato come differenza fra l’ammontare dei ricavi e gli altri proventi e le spese che sono state sostenute. Il limite dei ricavi con contabilità semplificata si basa su 400mila euro per le prestazioni di servizi e di 700 mila euro per altre attività. Il contribuente può quindi redigere i registri IVA senza annotare gli incassi e i pagamenti, ma vi è l’obbligo della annotazione separata delle operazioni che non sono soggette ai fini IVA. È quindi confermata la possibilità di passare al regime ordinario e l’opzione ha effetto con un periodo minimo di tre anni.

Per quanto riguarda i versamenti INPS, anche nel caso delle imprese agricole è stata confermata la riduzione al 25% dell’aliquota che è applicabile ai lavoratori autonomi che sono titolari di partita IVA e che sono iscritti alla Gestione Separata, che non sono iscritti ad altra gestione e che non sono pensionati.

L’IRI, la nuova imposta sul reddito di impresa

Dal primo gennaio 2017 è stata quindi confermata l’introduzione dell’Imposta sul Reddito di Impresa, l’IRI che è del 24% ed è applicabile alle imprese individuali e alle società di persone che operano in regime di contabilità ordinaria. Il reddito non concorre quindi a generare base per l’Irpef ma viene assoggettata a questa aliquota. Al contempo, è stato confermato il blocco dell’IVA al 10% scartando l’opzione di alzarla al 13% fino al 1 gennaio 2018, mentre è previsto l’aumento dell’IVA dal 22% al 25% alla stessa data e successivamente al 25.9% al primo gennaio 2019. Le aliquote in corso sono ancora le seguenti: 4%, 5%, 10% e 22%.

Queste le principali manovre che interessano le aziende agricole nel corso del 2017, alle quali devono essere aggiunte le basi che coinvolgono anche gli altri imprenditori. In particolare, anche chi opera nelle società agricole può godere dei benefici per la nascita e l’adozione dei bambini pari a 800 euro da richiedere al settimo mese di gravidanza o di decorsa adozione, nonché sui bonus che possono essere richiesti ai fini di aiutare la frequentazione dei bambini agli asili nido e alle scuole materne.

Nel complesso, i benefici che interessano il settore agricolo sono di grande interesse e possono ‘convincere‘ più di una persona che opera nel settore o che ha intenzione di aprire un’attività a farlo nel corso di quest’anno. Si tratta, infatti, di un bacino di novità fiscali che permettono di alleggerire il carico di tassazione, ma anche di operare scegliendo regime di cassa o una contabilità ordinaria, che può avere un costo maggiore dal punto di vita della tenuta dei registri, ma che si propone defiscalizzata in termini generali. Vi sono quindi i benefici che vengono riservati ai beni strumentai e anche alle ristrutturazioni, che possono permettere di agire anche in contesti difficili su operazioni di restauro o di ristrutturazione, contando su un ritorno dell’investimento e sulla possibilità di operare in contesti sicuri ed energeticamente efficienti.

Sull'autore

Valeria Martalò

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