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Investire nel dollaro neozelandese

È un’economia solida, offre interessanti rendimenti e ha previsioni sul futuro piuttosto confortanti. Ma conviene davvero così tanto investire nel dollaro neozelandese? O sarebbe più opportuno avvicinarsi agli impieghi in tale valuta con maggiore consapevolezza? Cerchiamo di sapere se sia o meno il caso di arricchire il proprio portafoglio con un impiego ben diversificato nei confronti di tale valuta, e cosa potrebbe riservarci il futuro.

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Dollaro neozelandese

Cominciamo con un piccolo approfondimento sul quadro macro. L’economia neozelandese sta godendo un buono stato di forma: il merito è di una crescita piuttosto robusta, con un Pil in aumento del 2,8 per cento su base annua nel primo trimestre 2016. L’inflazione si mantiene comunque piuttosto bassa, visto e considerato che la variazione su base annua dei prezzi al consumo si colloca su livelli prossimi allo zero, con alcune componenti dell’indice generale che manifestano già uno stato di deflazione. Dunque, se è vero che l’inflazione così lontana dal target non è un aspetto facilmente gestibile da parte della Banca centrale, è anche vero che probabilmente il problema più grande per l’istituto monetario è un altro: la crescita dei prezzi immobiliari troppo sostenuta, e potenzialmente in grado di alimentare una bolla immobiliare. Proprio per evitare tali rischi, la Banca ha introdotto delle misure prudenziali che puntano a ridurre la proporzione tra l’entità del prestito concesso dalla banca e il valore dell’abitazione fornita come garanzia ipotecaria.

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Naturalmente, una simile azione non è di per sé sufficiente per poter abbattere i rischi di una bolla immobiliare, che risulta essere maggiormente sostenuta dai bassi tassi di interesse di riferimento e dai prezzi immobiliari che, sul mercato, sono previsti in rialzo. Inoltre, si noti come lo sbilanciamento tra domanda e offerta sia sempre più forte, anche a causa della continua immigrazione nel Paese. Dunque, attendiamoci a breve degli interventi più concreti per poter scongiurare il rischio di un crac nel real estate.

Dollaro neozelandese prospettive

La Banca centrale, nella sua ultima riunione, ha mantenuto invariati i livelli dei tassi di interesse di riferimento al 2,25%, confermando pertanto una soglia congelata dallo scorso mese di marzo, e segnalando nel contempo l’esistenza di rischi potenziali verso il basso (inflazione) e verso l’alto (immobiliare). Successivamente, come anticipavamo, la Banca è intervenuta soprattutto sull’ultimo punto, con iniziative che tuttavia non ci sembrano essere sufficientemente ingenti per poter risolvere definitivamente il rischio di una bolla in formazione. Solamente nell’occasione dell’ultimo 21 luglio, la Banca ha diffuso un comunicato con il quale anticipava un possibile taglio del target rate: l’obiettivo è chiaramente quello di far ripartire l’inflazione e contrastare, come vedremo tra breve, l’apprezzamento del cambio. Rimane da chiarire se una duplice azione apparentemente in parziale disaccordo, potrà fornire i frutti attesi.

Dollaro neozelandese euro

Dal mese di aprile 2015 la valuta neozelandese ha avviato un ciclo di relativa forza, poi parzialmente invertito sul finire dell’anno. Anche se oggi i livelli non sono più così forti come qualche trimestre fa, le prospettive non sono cambiate: il dollaro neozelandese è sicuramente una delle valute più forti, secondo dietro allo yen per quanto concerne le preferenze degli investitori internazionali. Appare inoltre chiare come, stando all’attuale contesto, l’interesse nei confronti dell’NZD possa continuare a lungo: la Banca propone un target rate del 2,25% che, sebbene sia molto basso rispetto a quanto aveva abituato l’istituto monetario neozelandese, è molto più alto rispetto a quanto si potrebbe fruire in altre economie che, almeno apparentemente, sono contraddistinte da economie altrettanto forti. Pertanto, gli investitori che sono alla ricerca di rendimenti interessanti in uno scenario globale di tassi tendenti al negativo, potrebbero ben puntare i propri occhi proprio sul dollaro neozelandese. Il cambio EUR/NZD, anche alla luce delle prossime decisioni attese dalla Banca, potrebbe apprezzarsi ancora, salendo in area 1,60-1,65 già nel breve termine.

Dollaro neozelandese previsioni 2017

Infine, un ultimo, breve spunto sulla possibilità di investire sui bond contraddistinti da valuta neozelandese. Come intuibile, anche grazie ai tassi di riferimento di sicuro rilievo, l’investimento negli asset contraddistinti dal dollaro NZD ha attratto una crescente domanda nel corso degli ultimi anni. E negli ultimi quattro mesi, si noti, il trend della prestazione dei titoli governativi neozelandesi è stato piuttosto positivo, complice anche l’apprezzamento della valuta locale. Una mano d’aiuto a rendere ancora più conveniente l’investimento in dollari neozelandesi potrebbe arrivare anche dalla Federal Reserve, che si sta facendo sempre più attendista nei confronti della propria scelta di riavviare la strada al rialzo dei tassi di riferimento, e che probabilmente anche a settembre opterà per un nulla di fatto, rinviando la decisione della ripresa dell’aumento del target rate solamente nell’ultima sessione dell’anno o nella prima del prossimo 2017.

Insomma, alla luce di ciò, l’investimento nel dollaro neozelandese e negli asset contraddistinti da tale valuta potrebbe essere realmente una scelta conveniente con la quale diversificare e rendere più congruo il proprio portafoglio, a patto di rispettare il proprio orizzonte temporale di riferimento e la propria propensione al rischio (comunque non irrilevante).

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Sull'autore

Roberto Rossi

Perito Informatico ma appassionato del trading online con i CFD. Mi occupo di stesura articoli sul trading online, CFD e forex.

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