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Prestiti dipendenti pubblici: cosa fare se si è cattivi pagatori?

Richiedere un prestito, specialmente se si è dipendenti pubblici, è una delle azioni più comuni ai nostri giorni, visto il cambiamento netto della società che ha improntato la vita sociale sul continuo bisogno di consumare e comprare beni e servizi. Ovviamente quando questi bisogni erano minimi e lontani nel tempo, era possibile attendere e risparmiare la cifra necessaria per soddisfare questa necessità, mentre oggi questo non è più possibile né socialmente accettato.

L’imperativo è ottenere quello che si vuole immediatamente, attraverso la richiesta di un prestito. Chiaramente quando si iniziano ad avere più situazioni aperte allo stesso momento, o in casi di problemi economici, può iniziare a diventare difficile rispettare tutte le scadenze e si corre il rischio di rimanere indietro nei pagamenti.
Normalmente nel caso di ritardi non avviene nulla, o al massimo vengono addebitati alcuni costi aggiuntivi legati agli interessi di mora, ma il problema più fastidioso è sicuramente l’eventuale alla centrale rischi.
Quando si viene segnalati al Crif, può in seguito diventare difficile riuscire ad ottenere un altro prestito, in quanto le banche e le finanziarie sono restie a concederne a questi soggetti. Ovviamente è ben differente essere stati segnalati per ritardi nel pagamenti, che per mancati pagamenti o protestati e pignorati.
Comunque sia è possibile andare incontro a delle scocciature, che nel migliore dei casi possono comportare un maggiore costo del prestito futuro. Senza dubbio in questi casi la soluzione migliore sarebbe quella di intervenire per cancellare la propria posizione nel Crif, oppure aspettare che venga cancellata automaticamente dal sistema.
I tempi per le cancellazioni automatiche sono di un mese per i rifiuti di finanziamento, 12 mesi per i ritardi di una o massimo due rate a partire dall’effettivo pagamento delle stesse, 24 mesi per i ritardi di più di 2 rate mensili sempre a partire dalla regolarizzazione della posizione e 36 mesi per i mancati pagamenti una volta regolarizzati.
Come si può notare si tratta di tempistiche molto lunghe, e per esempio è possibile dover attendere molti anni per la cancellazione di una segnalazione anche minima.
Una possibilità è quella di richiedere direttamente la cancellazione dei propri dati, sia quelli negativi che quelli positivi, andando incontro però ad una serie di problematiche. Nel caso si ottenga la cancellazione dei propri dati infatti, quando gli istituti di credito andranno a verificare la propria posizione non riusciranno a trovare molte informazioni utili per giudicare il vostro profilo.
Se i dati negativi vengono cancellati non è possibile avere a disposizione anche tutti quei dati che possono far capire agli istituti che siete dei buoni pagatori, e che magari quell’episodio è stato un isolato momento di difficoltà.
Inoltre si tratta di servizi che possono essere effettuati tranquillamente da soli, senza la necessità si spendere del denaro pagando consulenti o professionisti per farlo al posto vostro.
Generalmente quando le banche devono concedere un prestito vanno ad analizzare tutto il profilo del richiedente, dal reddito alle garanzie, dalla fedina finanziaria ad eventualmente quali tipologie di problemi si sono verificati, dando ad ognuno il suo peso.
Non è detto che ogni segnalazione corrisponda ad una condanna alla non finanziabilità, ma potrebbe comportare soltanto qualche piccolo costo in più o la richiesta di maggiori garanzie da parte dell’istituto di credito.

Cessione del quinto per dipendenti pubblici

Il prestito per eccellenza per le persone con problemi passati legati ai pagamenti è la cessione del quinto, un prestito personale non finalizzato richiedibile dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, sia con contratto di lavoro a tempo indeterminato che determinato con qualche limitazione e dai pensionati.
La natura stessa della cessione del quinto, cioè il fatto che il rimborso avviene tramite la cessione della quota cedibile pari ad un quinto dello stipendio o della pensione, fa si che sia possibile richiederla anche con segnalazioni al Crif, pignoramenti o protesti.
Questo perché il pagamento delle rate mensili avviene tramite trattenuta diretta della quota cedibile direttamente sullo stipendio o sulla pensione, da parte del proprio datore di lavoro. In questo modo vengono evitate tutte le problematiche legate ai precedenti problemi finanziari.
L’importo richiedibile tramite la cessione del quinto è vincolato alla quota cedibile di un quinto, per una durata massima del prestito di 120 mesi. Questo prestito è caratterizzato da un tasso d’interesse fisso per tutta la durata del rimborso e dalla sottoscrizione obbligatoria di una polizza assicurativa, sia sulla vita che contro l’eventuale perdita del lavoro, il cui costo viene conteggiato all’interno della rata mensile.
In caso di estinzione anticipata è necessario pagare una piccola penale dell’1% dell’importo restituito fino ad allora, dello 0,5% nel caso manche meno di un anno alla scadenza del prestito.
Sono previste particolari condizioni contrattuali per i prestiti per i lavoratori dipendenti pubblici e statali e per i pensionati amministrati dall’INPS, come tassi d’interesse inferiori alla media del mercato o ulteriori costi a carico degli istituti.
Nel caso dei lavoratori dipendenti con contratto di lavoro a tempo determinato, è necessario richiedere un prestito con una durata inferiore a quella del proprio contratto di lavoro, ed in molti casi portare il TFR maturato a garanzia del prestito.
Per richiedere la cessione del quinto bisogna presentare il proprio documento d’identità, il codice fiscale ed un attestato di reddito come l’ultima busta paga o il cedolino della pensione.

Prestiti per consolidamento debiti per dipendenti pubblici

Nel caso di segnalazioni ai Crif, protesti o pignoramenti, una soluzione potrebbero essere i normali prestiti personali per il consolidamento debiti, che permettono di chiudere le proprie posizioni debitorie pendenti in modo da risolvere i problemi legati al proprio profilo personale.
In questo caso molto dipende dal tipo di problema rilevato dagli istituti, che per quelli più gravi potrebbero rifiutarsi di erogarlo. In caso positivo però è possibile richiedere anche della liquidità aggiuntiva, aggirando il problema della necessità di un nuovo prestito.
I prestiti per il consolidamento dei debiti vengono erogati con una durata massima di 120 mesi, e vengono richiesti il proprio documento d’identità, il codice fiscale ed un attestato di reddito come la busta paga, il cedolino della pensione o la dichiarazione dei redditi.
Inoltre è necessario presentare tutta la documentazione inerente alle posizioni debitorie aperte, in quanto è necessario prima chiuderle per poi ottenere il nuovo prestito. In questo caso potrebbero esserci dei costi aggiuntivi legati alla chiusura dei vari prestiti aperti, a seconda dei costi applicati dai vari istituti.

Prestiti cambializzati: cosa sono e come funzionano

Una soluzione alternativa sono i prestiti cambializzati, che normalmente vengono concessi anche in presenza di segnalazioni come cattivi pagatori, mentre per i protesto ed i pignoramenti ogni istituto di credito applica la sua politica in merito.
Si tratta di prestiti personali rimborsabili attraverso il pagamento delle cambiali, che sono dei veri e propri titoli esecutivi, quindi in caso di mancati pagamenti sarà possibile per la finanziarie erogatrice provvedere al pignoramento dei beni a nome del debitore.
Le cambiali possono essere pagate presso qualsiasi banca d’appoggio, entro la data riportata sulla facciata e contrassegnate dall’apposita marca da bollo validante. Solitamente i prestiti cambializzati vengono erogati esclusivamente dalle finanziarie nel territorio di loro competenza, anche attraverso il servizio a domicilio dell’importo erogato tramite assegno circolare.
Per richiedere un prestito cambializzato è necessario presentare il proprio documento d’identità, il codice fiscale ed un attestato di reddito, come l’ultima busta paga o la dichiarazione dei redditi. Inoltre possono essere richieste garanzie aggiuntive, come l’estratto conto bancario, la firma di un garante o alcune utenze domestiche a proprio nome.

Prestiti per dipendenti pubblici con garante

Nel caso non si riesca ad ottenere un prestito a causa dei propri problemi legati ai pagamenti, è comunque possibile richiedere un prestito con garante. in questo caso sarà il garante firmatario del prestito ad accollarsi tutta la responsabilità del rimborso, potendo rivalersi direttamente sul richiedente in caso di mancati pagamenti.
Ovviamente di solito un garante è un familiare stretto o un amico molto prossimo dell’interessato, quindi è difficile che ci si imbatta in questo tipo di problemi, anche perché in questi casi la responsabilità è molto alta.
Comunque in linea di massima non vengono fatti troppi problemi dagli istituti di credito, a patto che il garante abbia tutte le carte in regola per poter prendere questo tipo di responsabilità. Con questo tipo di prestiti solitamente vengono accordati dei costi leggermente più alti del solito, proprio a causa della possibilità di scocciature legali e burocratiche.

Prestiti personali online e tra privati

Nel caso di segnalazioni nelle liste dei cattivi pagatori è possibile tentare di ottenere un piccolo prestito online o tramite i prestiti tra privati, mentre risulta quasi impossibile in caso di protesti e pignoramenti.
In questi casi se i problemi segnalati non sono gravi è comunque possibile richiedere piccole cifre, tramite la propria busta paga o la dichiarazione dei redditi, specialmente per prestiti personali finalizzati all’acquisto di beni e servizi ben precisi.
Con questi prestiti è possibile riuscire ad ottenere una risposta e la successiva erogazione del prestito in breve tempo, anche 48-72 ore dalla richiesta, inviando tutta la propria documentazione direttamente online. è possibile anche in questo caso che vengano richieste garanzie aggiuntive come la firma di un garante, il TFR maturato a garanzia o eventuali beni immobili di proprietà a copertura.
Richiedere un prestito in caso di problemi passati legati ai pagamenti è quasi sempre possibile, a seconda delle varie situazioni, della gravità del problema, della cifra richiesta, delle garanzie accessorie presentabili e di quanto si è disposti a pagare in più rispetto alle normali condizioni del mercato.

In questi casi è importante affidarsi ad un consulente professionale, in modo da trovare la soluzione migliore alle proprie caratteristiche ed esigenze, evitando di pagare cifre troppo alte per servizi inutili o non rilevanti.
Purtroppo la soluzione migliore in questi casi sarebbe quella di aspettare la cancellazione automatica delle pendenze, in modo da poter accedere ai prestiti normalmente. Alcune soluzioni possibili potrebbero essere quelle di abbassare notevolmente la cifra richiesta, abbassando il livello di rischio di banche e finanziarie, o trovare delle garanzie alternative.
In questi casi risultano penalizzati i lavoratori autonomi ed i liberi professionisti, mentre pensionati e lavoratori dipendenti, specialmente se del settore pubblico, possono usufruire della cessione del quinto e del prestito delega, in assoluto gli strumenti migliori per ovviare a questo tipo di situazioni.

Sull'autore

Gennaro Parisi

Laureato in Economia e Commercio all’Università di Bari nel 2003, appassionato di finanza, di politica e di economia.

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