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DubaiFXm 24 è una truffa? Ecco la risposta definitiva

E’ una domanda che molti si pongono, o almeno si sono posti per un certo periodo di tempo. DubaiFXm 24 è stato sulla cresta dell’onda per un po’, sia per alcune condizioni apparentemente vantaggiose, sia per alcune strane notizie che giravano sul suo conto. Attualmente tutti i tasselli del puzzle sono al loro posto, dunque non è difficile rispondere e dichiarare, senza mezzi termini e senza tema di smentita, che no, DubaiFXm 24 non è un broker affidabile.

Come sempre in questi casi, però, la questione è tutt’altro che semplice, anche perché in mezzo ci sono persino richiami e interventi ufficiali, come quelli della Consob. Ne parleremo in questo articolo, approfittando per spiegare cosa distingue veramente un broker affidabile da un broker non affidabile. Soprattutto, ne approfitteremo per presentare uno dei broker migliori in circolazione, una realtà che offre garanzie di sicurezza e mette il trader nelle migliori condizioni per generare profitto: eToro (clicca qua per visitare il sito ufficiale).

Una premessa doverosa: il valore della sicurezza

Prima di lanciarci in una disamina di quello che è, o è stato, DubaiFXm 24 è bene fare una premessa. Ovvero, che un broker è “buono”, quindi va preso in considerazione, solo se offre sufficienti garanzie di sicurezza. Il valore della sicurezza non è secondario, e nemmeno semplicemente importante, bensì è la base di tutto, un elemento propedeutico e irrinunciabile. Quello della sicurezza è il primo requisito che un trader deve analizzare, quando valuta un broker.

Una verità semplice, quasi banale, ma che molti trader in erba spesso dimenticano, abbagliati da campagne pubblicitarie ben congegnate, dalla promessa di soldi facili (la classica promessa da marinaio), da condizioni economiche apparentemente vantaggiose. In questo articolo, prima di analizzare il caso DubaiFXm 24, offriremo una panoramica sulla questione della sicurezza, elencando i requisiti sia formali che sostanziali che permettono a un broker di dirsi “sicuro”, o perlomeno affidabile.

I requisiti formali per un broker affidabile

La definizione di requisito formale è tutto sommato abbastanza intuitiva, se lo scopo è valutare il grado di sicurezza e affidabilità di un broker. Molto banalmente, i requisiti formali sono le caratteristiche che un garante o un ente di vigilanza impone a un broker per poter tradare. Sia chiaro, non dicono nulla sulla qualità del broker stesso, e nemmeno sulle sue prestazioni, bensì individuano le situazioni in cui il criterio di legalità è rispettato e le situazioni in cui questo criterio non è rispettato.

Dunque, come vanno interpretato questi requisiti? Anche in questo caso, è tutto molto lineare. Se il broker rispetta i requisiti formali, che sono requisiti minimi, allora il trader può proseguire nella valutazione. Se non li rispetta, allora deve depennare il broker dalla lista, ed escludere a priori di divertarne cliente. Tra l’altro, in alcuni casi la questione è davvero lampante, specie quando si utilizzano a sproposito nomi e volti fuorvianti.

La questione della licenza

Senza alcun dubbio, la licenza è il primo argomento che un trader deve considerare, quando sta mettendo al vaglio più broker. La licenza è il documento che attesta che il broker rispetta i requisiti legali, e che quindi può operare sul territorio. Licenza vuol dire, come minimo, legalità. Non tutte le licenza sono uguali, non dal punto di vista sostanzialmente almeno. Quelle erogate da enti severi, come la Cysec, vantano un valore superiore, almeno in una prospettiva di valutazione a 360 gradi.

Ad ogni modo, lo schema perfetto consiste nel possesso di una licenza di carattere internazionale, come può essere quella erogata dalla Cysec piuttosto che dalla FCA, e di più licenze di carattere locale, come può essere quella erogata dall’italiana Consob. Il consiglio è di individuare il riferimento alla licenza sul sito ufficiale del broker, e poi verificare la correttezza delle informazioni sul registro dell’ente che ha concesso la licenza.

Il rispetto della norma sulla leve finanziarie

Questo è un elemento spesso trascurato, dal momento che è stato introdotto relativamente di recente, ovvero con le norme varate dagli organismi dell’Unione Europea solo pochi anni fa. L’elemento in questione è la gestione delle leve finanziarie. Ora, le leve sono strumenti potenzialmente profittevoli, capaci di accelerare il percorso di accrescimento del capitale. Purtroppo sono anche strumenti pericolosi, che possono causare perdite ingenti e rapide. Insomma, sono armi affilate, ma a doppio taglio.

Per questo motivo gli organi europei hanno deciso di consentirne sì l’utilizzo, ma in maniera parca e relativamente sicuro. Insomma, hanno posto un limite, che si attesta sul rapporto 1:30. Dunque, chi offre leve superiori, si pone automaticamente al di fuori delle regole. Un broker che, in barba alle leggi europee, propone una leva di 1:100, 1:200, 1:300 etc. non rispetta i requisiti formali e legali, dunque non va preso in considerazione.

Il rispetto della norma sulle opzioni binarie

Sempre nella prospettiva di aumento delle garanzie di sicurezza per gli investitori, gli organismi europei hanno anche stabilito il divieto di proporre il trading con le opzioni binarie. Un mercato, questo, in auge fino a qualche anno fa ma che si è rivelato poco adatto alla comunità dei trader, eccessivamente rischioso e capace di porre in essere dinamiche tipiche del gioco d’azzardo. Il risultato è che, in Europa, nessun broker può proporre il trading di opzioni binarie.

Ne consegue che, analogamente al caso precedente, se un broker che vuole operare in Europa propone il trading delle opzioni binarie, si pone in maniera chiara a oltre i confini della legalità, e dunque sarebbe da evitare.

L’ubicazione delle sedi

Anche questo è un elemento importante. Esso non riguarda tanto la comunicazione delle informazioni anagrafiche, di cui parleremo nei prossimi paragrafi, quanto l’effettiva presenza di sedi in Europa. Secondo le leggi comunitarie, infatti, un trader per poter operare sul suolo europeo deve avere una delle sedi o almeno un luogo di rappresentanza in Europa.

Molti dei broker “truffa” sono stati smascherati a partire da questo elemento, ovvero l’assenza di una sede, di una filiale, di un ufficio o di un qualsiasi luogo di rappresentanza all’interno dei confini dell’Unione Europea.

I requisiti sostanziali per un broker affidabile

L’analisi dei requisiti sostanziali rappresenta il terzo passo del percorso di valutazione di un broker. Se i requisiti formali (e quindi locali) sono la conditio sina qua non per operare in maniera legittima, e dunque per poter anche solo prendere in esame di un broker, non meno importanti sono i requisiti di carattere sostanziale, ovvero quelli che non vengono trattati in maniera diretta da legislatori ma che rappresentano comunque caratteristiche necessarie.

Nei prossimi paragrafi presentiamo quelli più importanti, o che almeno dovrebbero essere verificati e analizzati per primi.

Le informazioni anagrafiche

Quando si parla di broker, sicurezza è sinonimo di trasparenza, ovvero di un approccio in cui le informazioni vengono messe a disposizione con la massima chiarezza possibile. Ovviamente non basta questo per decretare l’affidabilità e men che meno la desiderabilità di un broker, ma è certamente un requisito fondamentale.

Le informazioni dovrebbero riguardare la sede legale e amministrativa, eventuali filiali sparse nel territorio delle operazioni, il gruppo, l’impresa o la banca che gestisce il broker, la licenza e altro ancora, magari riguardante le partnership con altre realtà. Queste informazioni dovrebbero essere in bella mostra sul sito ufficiale, quando non addirittura pubblicate in home page.

La chiarezza delle condizioni

Questo è un aspetto importantissimo, e rappresenta quasi il succo della questione. Per valutare l’affidabilità di un broker non si può prescindere dall’analisi delle condizioni del servizio. Queste riguardano gli aspetti più disparati, dall’utilizzo degli strumenti alle norme che regolano l’uso delle piattaforme, fino a giungere alle condizioni di pagamento e di prelievo.

Non è necessario che tali condizioni siano estremamente vantaggiose. Anzi, in generale, quando le condizioni del servizio sono troppo belle per essere vere… Spesso non sono vere, e dunque nascondono delle potenziali truffe. E’ necessario che siano chiare, leggibili e non fraintendibili.

La gestione delle leve del marketing

I broker truffa avvicinano potenziali clienti, li circuiscono e li catturano nella propria rete proprio grazie alle leve del marketing. Ecco, quindi, che il modo con cui vengono gestite diventa motivo di analisi, e di possibile esclusione dei broker borderline o apertamente poco raccomandabili. Ora, tutti i broker hanno diritto a farsi pubblicità, magari anche in modo aggressivo e borderline. L’importante, però, è che lo facciano senza mentire.

I broker truffa, infatti, spesso mentono sui bonus. Ovvero utilizzano i bonus come esca, per poi rendere di fatto impossibile la riscossione degli stessi. Insomma, viene millantata la presenza di un bonus che in realtà non c’è e non ci sarà mai. Come riconoscere i falsi-bonus? Semplice, quando le condizioni per la riscossione non ci sono o sono troppo ambigue, allora è probabile che quel bonus sia fasullo.

DubaiFXm 24 rispetta questi requisiti?

Il discorso su DubaiFXm 24 è estremamente lungo, soprattutto se si intendono analizzare i requisiti. Da questo punto di vista, infatti, risulta carente da almeno due punti di vista. Il primo è quello delle licenze, il secondo è quello delle sedi.

Dal punto di vista delle licenze, DubaiFXm 24 risulta carente della licenza Consob, come di qualsiasi altro ente di una certa importanza a livello internazionale (es. Cysec e FCA). In realtà, a quanto pare da una rapida googlata, DubaiFXm possiede comunque una licenza, ovvero quella regolata dalla VFSC, un ente di Vanuatu. Ora, Vanuatu è un paradiso fiscale, tipicamente off-shore, dunque per molti una licenza di questo tipo potrebbe non bastare, non in termini di garanzie di sicurezza almeno. Tra l’altro molti broker e piattaforme “ambigue” hanno come base dei paradisi fiscali. In passato abbiamo recensito piattaforme molto simili a Dubai FXM 24, con sede offshore. Tra le più cliccate segnaliamo:

Secondariamente, Dubai FXm 24 non ha una sede in Europa. Ciò significa che viola uno dei requisiti formali per poter operare nel vecchio continente, ovvero essere presente territorialmente all’interno dei confini europei.

Andare sul sicuro e scegliere eToro

A prescindere dalle considerazioni su DubaiFXm 24, ha poco senso rischiare. Ha poco senso affidarsi a un broker che, come minimo, viola due requisiti formali per il trading in Europa e soprattutto è stato segnalato dalla Consob. Il panorama dei broker è ricco di realtà affidabili, dunque rivolgetevi a queste. Anzi, puntate sui migliori, sui broker dalla reputazione eccellente, sui grandi nomi. Tra questi spicca eToro.

eToro (clicca qua per visitare il sito ufficiale) è un broker straordinario per ampiezza dell’offerta, innanzitutto. Mette a disposizione il trading con decine e decine di asset class, dalle azioni alle obbligazioni, dalle valute alle criptovalute. E’ ovviamente un broker che fa della sicurezza uno dei suoi punti di forza, potendo vantare licenze presso la Cysec e altri enti di carattere locale (come la Consob appunto). Propone condizioni economiche vantaggiose ed eque, tra cui spicca l’assenza di commissioni e la necessità di rendere solo degli spread, per altro sottilissimi.

Ciò che colpisce di eToro, però, è la capacità di proporre innovazioni, di muoversi verso un orizzonte solo all’apparenza visionario ma in realtà capace di predisporre servizi utili e a completo supporto del trader. Tra questi spicca l’eccezionale Copy Trading, che è un servizio attraverso il quale un utente può replicare le azioni di un altro, potendo dunque sfruttare le competenze e il lavoro analitico-operativo altrui. E’ un sistema molto equilibrato, che giova a tutti, sia al “copiato” che al “copiatore”.

Questo avveniristico servizio dimostra due cose. Uno, che il trading può essere comunità, e dunque può svincolarsi da quella atmosfera plumbea e ultra-competitiva che lo caratterizzano per troppi anni. Due, che eToro non è solo un broker, ma anche un vero e proprio pioniere del trading.

Dunque, piuttosto che interrogarvi sull’affidabilità di broker di cui si sa poco o nulla, andate sul sicuro. Rivolgetevi a quanto di meglio c’è sulla piazza, rivolgetevi a eToro. Clicca qua per ottenere gratuitamente un account demo (o reale) con eToro.

La pietra tombale su DubaiFXm: l’intervento di Consob

DubaiFXm è una truffa? In realtà, se si cerca su internet, si possono leggere molte testimonianze di ex clienti che parlano molto male di questo broker. Alcuni dicono addirittura di aver perso tutti i loro soldi, e non a causa di normali operazioni di trading, bensì perché impossibilitati a prelevarli. E’ spesso segnalata anche un pessimo customer care, e un atteggiamento a volte aggressivo da parte dei centralinisti.

Insomma, a quanto pare, DubaiFXm potrebbe essere un broker poco affidabile, o capace di cause ingenti perdite di denaro.

In realtà, a porre una pietra tombale su qualsiasi discorso riguardante DubaiFXm 24 è stata Consob, che con una comunicazione ufficiale ha sancito l’impossibilità del broker di operare – come minimo – in Italia e ha imposto l’oscuramento del suo sito. Di seguito riportiamo uno screenshoot.

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Sull'autore

Andrea Motta

Appassionato di finanza, economia, trading. Giornalista pubblicista dal 2001.

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